Carne, pesce e legumi per far contento il tuo fegato

Continuiamo a mettere in pratica I Buonissimi 7, e in particolare il quarto principio dedicato al fegato, con un tris di ricette per secondi piatti buoni e saporiti.

Merluzzo scottato all’arancia.

Ingredienti per 2 persone.

400 g di filetti di merluzzo

1 arancia

1 scalogno

1 spicchio di aglio

1 cucchiaio di olio EVO

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

Fai appassire in una padella con l’olio lo scalogno e l’aglio tritati; quindi toglili dalla padella e metti i filetti di merluzzo con un pizzico di sale e il succo dell’arancia. Quando il succo inizia a restringersi aggiungi un pizzico di buccia d’arancia grattugiata e tieni sul fuoco per un paio di minuti. Quindi servi con una spolverata di pepe macinato al momento.

Perché fa bene. Le proteine nobili del pesce aiutano il fegato a rigenerarsi, mentre gli Omega 3 lo difendono dai radicali liberi e dal colesterolo.

Insalata di pollo, avocado e limone.

Ingredienti per 2 persone.

360 g di petto di pollo a fette

200 g di polpa di avocado

1 limone

1 cucchiaino di zenzero

1 cucchiaio di olio EVO

Sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

Spruzza le fettine di pollo con il limone e lasciale risposare per una decina di minuti; quindi falle cuocere sulla piastra ben calda. Tagliale a tocchetti o striscioline, secondo i tuoi gusti, e mettile in una ciotola capiente con la polpa di avocado tagliata a cubetti e spruzzata anch’essa con il limone. Regola di sale e pepe, aggiungi lo zenzero e l’olio, mescola bene e servi.

Perché fa bene. L’avocado è una fonte eccellente di glutatione, una preziosa sostanza che stimola la disintossicazione del fegato. Il pollo, invece, come tutte le carni bianche è più indicato nel preservare il benessere della ghiandola epatica.

Crema di lenticchie alla cipolla bianca.

Ingreienti per 2 persone.

300 g di lenticchie

1 ciuffetto di prezzemolo

1 cipolla bianca

1 cucchiaio di olio EVO

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

In un tegame con l’olio metti ad appassire la cipolla tritata finemente. aggiungi le lenticchie, mescola per un paio di minuti, quindi copri le lenticchie con acqua bollente. Fai bollire per 10 minuti circa, poi frulla con un pizzico di sale, 1 presa di pepe e il prezzemolo tritato. Servi con un’altra macinata di pepe se ti piace.

Perché fa bene. Le lenticchie contengono fibre solubili e insolubili che stimolano la depurazione del fegato e anche dell’intero organismo. Inoltre sono proteine vegetali a ridotto contenuto di grassi.

Come vedi, portare in tavola gusto e sapore è molto semplice e non richiede lunghe e laboriose preparazioni.

IL tuo benessere è molto più aportata di mano di quanto non sembri.

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fegato sano anche in compagnia: Tris di primi che fanno bene

Con il sesto principio dei Buonissimi 7 ti ho parlato di come essere in compagnia e mangiare bene sono due cose che vanno molto d’accordo. Se ti sei persa l’articolo, lo trovi qui Facciamo una rivoluzione?.

Se mi segui, forse sai già cosa sto per dirti: mettiamolo in pratica!

Brava! Ormai sai benissimo che conoscere non basta, bisogna applicare.

E allora vediamo subito tre ricette che faranno felice il tuo fegato, e daranno grandi soddisfazioni al palato dei tuoi amici.

Sformato di carciofi al parmigiano.

Ingredienti per 2 persone.

500 g di patate

200 g di carciofi in spicchi (anche surgelati)

300 g di ricotta magra

3 cucchiai di parmigiano grattugiato

1 cucchiaio di olio EVO

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

Lessa carciofi e patate, in due pentole diverse. Sbuccia e schiaccia le patate, poi unisci la ricotta, il parmigiano, l’olio e aggiungi sale (un pizzico) e pepe. Prendi due stampi monoporzioni, ricoprili con carta da forno, quindi fai uno strato di patate, uno di carciofi, e un ultimo strato di patate. Dai un’ultima spolverata di parmigiano sulla superficie e inforna a 180° per 30 minuti.

Perché fa bene. Un piccolo piatto con tanti benefici, unisce le proprietà disintossicanti dei carciofi, a quelle depurative delle fibre e del potassio contenute sempre nei carciofi e nelle patate, insieme al calcio e alle proteine della ricotta e del parmigiano.

Crema di carciofi allo yogurt.

Ingredienti per 2 persone

6 Carciofi (anche surgelati)

1 cipolla

3 patate

1 litro d’acqua

125 g yogurt intero naturale

1 cucchiaio di olio EVO

sale e papa q.b.

PREPARAZIONE

Pulisci e affetta finemente i carciofi; poi cuocili in un tegame per 10 minuti insieme all’olio e alla cipolla tritata. Quindi aggiungi l’acqua e le patate sbucciate e tagliate a dadini; sala leggermente e lascia cuocere per altri 40 minuti. A questo punto passa le verdure al setaccio, e mescolando delicatamente unisci lo yogurt aggiungi il pepe prima di servire.

Perché fa bene. Un concentrato di benessere contro il colesterolo e i trigliceridi; protegge il fegato e anche il cuore dai grassi nocivi. E in più favorisce la regolarità intestinale grazie allo yogurt.

Riso rosso con lenticchie e curry.

Ingredienti per 2 persone.

120g riso rosso integrale

300 g di lenticchie lessate

1 cucchiaino di curry

1 cipolla

1 ciuffo di prezzemolo fresco

1 cucchiaio di olio EVO

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

In acqua leggermente salata, lessa il riso; nel frattempo fai appassire la cipolla tritata finemente con l’olio e poi aggiungi il curry. Mescola bene e aggiungi le lenticchie lessate e un po’ d’acqua caldo; continua la cottura per 10 minuti circa. Scola il riso al dente e uniscilo alle lenticchie, lascia insaporire e servi aggiungendo il prezzemolo tritato e una macinata di pepe nero.

Perché fa bene. Un piatto che tiene lontani i grassi e gli zuccheri dal fegato grazie alle fibre dei legumi e del riso rosso. Vitamina C del prezzemolo e i flavonoidi della cipolla fanno il resto, con la loro preziosa azione rigenerante.

pasta e riso che piacciono tanto al tuo fegato

Cuore pulsante del nostro benessere (Star bene mangiando: ci vuole un gran fegato!) il fegato è anche una buona forchetta, anche se non ama fritture e grassi.

Ecco un tris di primi piatti gustosi per averne cura.

Risotto allo scalogno e curcuma.

Ingredienti per 2 persone.

120 g di riso Arborio (meglio se integrale)

1 scalogno tritato

1 presa di curcuma

1 cucchiaio di olio EVO

Brodo vegetale e pepe nero q.b

PREPARAZIONE

Versa l’olio in un tegame, e quando è caldo aggiungi lo scalogno; lascia appassire e quindi unisci il riso mescolando per un minuto circa. Porta a cottura il riso unendo poco brodo per volta; un paio di minuti prima di togliere il riso dal fuoco, aggiungi la curcuma sciolta in un cucchiaio d’acqua e una presa di pepe nero. Mescola bene un’ultima volta e servi.

Perché fa bene. Il potente abbinamento di curcuma e pepe nero depura e rigenera il fegato; lo scalogno fornisce composti a base di zolfo che il fegato usa per diluire le sostanze nocive ed eliminarle più facilmente.

Spaghetti alle erbe aromatiche.

Ingredienti per 2 persone:

120 g di spaghetti (meglio se integrali)

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

1 cucchiaino di timo tritato

1 cucchiaiono di rosmarino tritato

1 peperoncino

1 cucchiaio di olio EVO

Sale e pepe nero q.b.

PREPARAZIONE

Fai lessare gli spaghetti in acqua leggermente salata. Scolali al dente e versali in un tegame con l’olio già sul fuoco. Mescolando continuamente, unisci le erbe aromatiche e il peperoncino a tocchetti, lascia insaporire per qualche minuto. Servi la pasta spolverizzando al momento con il pepe nero.

Perché fa bene. Il prezzemolo, potente antiossidante e fonte di vitamina C, il rosmarino, anticolesterolo e antistress, e il timo con la sua azione bruciagrassi, formano un tris erbe che favorisce la disintossicazione del fegato.

Rigatoni agli spinaci.

Ingredienti per 2 persone:

120 g di rigatoni, meglio se integrali

300 g di spinaci (vanno bene anche surgelati)

1 cipolla piccola

1 spicchio d’aglio

1 cucchiaio di olio EVO

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

Lessa gli spinaci in poca acqua, strizzali e tritali. Fai appassire la cipolla tritata e l’aglio nell’olio e fai insaporire per 5 minuti. Lessa la pasta in acqua leggermente salata, conserva 2 o 3 cucchiai di acqua di cottura e scolala al dente. Unisci l’acqua di cottura e la pasta agli spinaci e fai saltare per qualche minuto in padella. Servi con una macinata di pepe nero.

Perché fa bene. Un primo che sazia e depura, stimolando la peristalsi intestinale e proteggendo il fegato. In più, è un piatto a ridotto contenuto di zuccheri, quindi non causa picchi glicemici.

2 antipasti salva fegato

Come abbiamo visto, il quarto dei Buonissimi 7 è interamente dedicato al fegato, in particolare alla sua fondamentale importanza nel mantenere il benessere ottimale più a lungo possibile.

Se te lo sei perso, o per un breve ripasso, trovi qui l’articolo Star bene mangiando: ci vuole un gran fegato!

Se mi segui da un po’, oramai ti è chiaro che il benessere non è fatto di sola conoscenza, ma anche e soprattutto di pratica.

E allora vediamo in pratica come portare in tavola i cibi che fanno bene al fegato. Procediamo con ordine e iniziamo dagli antipasti.

Insalata tiepida di spicchi di carciofo.

Ingredienti per 4 persone:

300g di spicchi di carciofo (vanno bene anche quelli surgelati se di qualità)

1 spicchio d’aglio

1 ciuffo di prezzemolo

1 limone non trattato

vino bianco q.b.

1 cucchiaio di olio EVO

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

Fai d’orare lo spicchio d’aglio in padella con l’olio, poi aggiungi gli spicchi di carciofo e falli saltare per un paio di minuti, quindi bagna con il vino bianco e un po’ di succo di limone. Regola di sale e pepe e cuoci con coperchio per una decina di minuti. Spegni il fuoco e aggiungi un trito di prezzemolo e buccia di limone, mescola e servi.

Perché fa bene. I carciofi sono depurativi per eccellenza grazie alla cinarina, una sostanza disintossicante che stimola la produzione di bile, facilitando l’eliminazione del colesterolo LDL e favorendo la rigenerazione delle cellule epatiche danneggiate.

Quenelle di ceci e mandorle.

Ingredienti per 4 persone.

200 g di ceci lessati

1 cucchiaino di farina di mandorle

mezzo cucchiaino di peperoncino

1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

2 cucchiai di succo di limone

scagliette di mandorle

PREPARAZIONE

Frulla i ceci lessati con la farina di mandorle, il succo e la scorza di limone, il prezzemolo, il peperoncino. Raccogli un po’ di composto con un cucchiaino e forma delle quenelle, decorale con un scaglietta di mandorle e sistemale in un vassoietto fino a esaurimento del composto.

Perché fa bene. I ceci sono un’ottima alternativa proteica vegetale, svolgono una efficace azione depurativa; le mandorle forniscono grassi buoni e sono utili alla protezione del fegato.

scegliere gli integratori: che cosa devi davvero chiederti e da che cosa devi scappare a gambe levate

La famiglia degli integratori alimentari è molto grande. Devi immaginartela come una quercia dalla folta chioma, con tanti rami diversi: multivitaminici, integratori per il sistema immunitario, per l’intestino pigro, per l’intestino troppo attivo, per il fegato, per la memoria, per la bellezza (capelli e pelle), per lo sport, per il dimagrimento, per la vista, per la menopausa…

Ed è ancor più vasta se pensi ai produttori sul mercato. Esistono tantissime aziende o marchi di integratori, soprattutto on line.

Di solito chi usa integratori è ben informato su quali prendere in base allo scopo (vitamina E e Biotina per pelle e capelli – vitamina B per il metabolismo energetico – fibre per l’intestino – magnesio per riposare meglio). Molto meno, invece, su come scegliere il suo “fornitore”.

Naturalmente non sto parlando di chi compra su specifica indicazione del medico o del farmacista.

Mi rivolgo, invece a chi compra direttamente on line, oppure da un conoscente/amico che è un incaricato alla vendita diretta di questi prodotti (anche se spesso non si presenta così chiaramente, dichiarandosi consulente del benessere, o peggio “consumatore che si trova benissimo con il prodotto x”).

“Sono 100% naturali”

“Sono approvati dal Ministero della Salute”

“L’azienda è seria: esiste da 30 anni e ha 200 scienziati che fanno ricerca e sviluppo”

Queste sono le motivazioni più frequenti che ho sentito nella mia esperienza quasi decennale in questo campo. Soprattutto sono le motivazioni che sono state date a me quando mi sono stati proposti per la prima volta gli integratori alimentari.

Sai come è andata? Ho detto “no grazie”.

Lavorando già nel settore commerciale, ho riconosciuto subito queste affermazioni: scadenti tecniche di vendita ripetute a pappagallo, assolutamente prive di argomentazioni concrete di supporto, da cui sono scappata a gambe levate.

Per mia fortuna, ho avuto l’opportunità di approfondire la mia conoscenza degli integratori, grazie soprattutto ai preziosi corsi di formazione della Dottoressa Lara Bernini (visita la pagina Chi Siamo per saperne di più su di me e sulla Dottoressa Bernini).

La cosa più importante che ho imparato sugli integratori alimentari, e che da oggi metto a disposizione di chi segue questo BLOG, è saper riconoscere ciò che è una reale qualità dell’azienda o del prodotto distinguendoli da ciò che rientra nell’ordine delle cose.

Procediamo quindi con ordine ed esaminiamo ogni singola affermazione.

1.Prodotti 100% naturali. Questa affermazione è vuota di significato oggettivo e piena di significato subdolo. Ed è pure tecnicamente falsa.

Falsa perché non esiste la pianta delle compresse o delle capsule: una lavorazione artificiale delle materie prime è imprescindibile, quindi decade il 100% naturale. E no. La mia non è pignoleria: stiamo parlando di commercio di integratori alimentari, di qualcosa che ha a che fare con la salute delle persone, la tua in particolare. La precisione dei termini è indice di preparazione e competenza; e ti permette di distinguere un professionista da un venditore improvvisato.

Casomai sono le materie prime a essere di origine naturale, cosa sicuramente importante dal momento che gli integratori possono essere realizzati anche con preparati sintetici fatti in laboratorio.

Ma l’origine naturale di per sé NON significa che fa bene. Pensa a un bel sacchetto di patatine fritte: le patate sono certamente naturali, ma non credo che le consideri un ottimo alimento per la tua salute. Stessa cosa per un bel salamino stagionato, o un barattolo di crema di nocciole arricchito con una montagna di zucchero e olio di palma. Tutto naturale, ma NON salutare.

é sacrosanto chiedersi come è fatto un integratore, ma non puoi accontentarti di “prodotto naturale”.

E poi, insieme agli ingredienti naturali, è fondamentale guardare tutti i riempitivi, eccipienti e simili che arricchiscono capsule e compresse e impoveriscono l’assorbimento dei principi attivi

Forse non lo sai, ma un integratore su due NON si scioglie nell’organismo (Il Salvagente – 2 agosto 2021Le analisi esclusive sugli integratori: uno su due non si scioglie nell’organismo | il Salvagente ), rendendolo di fatto inutile.

E l’altra metà non supera il 40% di assorbimento, nella migliore delle ipotesi. In media, di un integratore si assorbe solo il 30%: è come se tu comprassi (e pagassi) 10 fette di San Daniele, per buttarne via 7…non proprio un buon affare.

Quello che dovresti davvero chiederti, quindi è quanto si assorbono i principi attivi del tuo integratore? E quanto appesantiscono il lavoro di fegato, reni e intestino?

2.Approvati dal Ministero della Salute. Affermazione scandalosamente ovvia, e altrettanto subdola.

In Italia, qualsiasi integratore alimentare presente sul mercato deve aver ottenuto l’approvazione del Ministero della Salute, altrimenti non può essere commercializzato.

Ma la cosa più importante da sapere, è che quando il Ministero approva un integratore, significa che quel prodotto – semplifico al massimo il concetto – non ti uccide, non arreca danni alla tua salute, e rispetta i parametri fissati dal Ministero stesso.

Per esempio: la dose giornaliera raccomandata; la correttezza delle informazioni in etichetta, la modalità con cui se ne esprime l’efficacia, la precisione e la correttezza formale del Claim.

Quindi, l’approvazione del Ministero non riguarda MAI la promessa di benessere che fa l’integratore in questione. Detto in altri termini, chi ti propone il magnesio per farti riposare meglio, dicendoti che è approvato dal Ministero della Salute, ti sta facendo illudere che il Ministero abbia verificato l’efficacia del magnesio nel farti dormire meglio, quando in realtà ha solo svolto il suo ordinario compito di verifica legale e formale.

E per la cronaca, il magnesio ha davvero tra le sue molteplici proprietà quella di farti riposare meglio (è un minerale che rilassa la muscolatura); ma un professionista non ha bisogno di impressionarti con informazioni fuorvianti e/o prive di valore aggiunto.

3. L’azienda è seria: esiste da 30 anni e ha 200 scienziati che si occupano di Ricerca e Sviluppo. Questa è un’affermazione neutra: è corretta ma deve essere contestualizzata e approfondita per acquisire lo status di valore aggiunto.

Iniziamo con l’esperienza: certamente 30 anni sono indice di una storia aziendale, ma devi sapere che il mercato dell’integrazione alimentare ha visto la luce negli Anni 30. Quindi la domanda da farti è: questa esperienza trentennale rende l’azienda o il marchio un riferimento nel settore dell’integrazione? Questa esperienza è davvero un valore aggiunto o è l’ennesima informazione ricca di effetti speciali, ma povera di valore?

Personalmente, credo che ciò che è importante non è per quanto tempo fai una cosa, ma cosa fai in quell’arco di tempo. E qui entra in gioco la squadra di scienziati che fanno Ricerca e Sviluppo.

Chiarisco subito un concetto d’impresa: qualsiasi azienda che voglia avere un futuro nel suo settore – e intendo qualsiasi settore di mercato – DEVE fare ricerca e sviluppo, che sono sinonimi di pianificazione strategica e produttiva a medio lungo termine. Chi non fa ricerca e sviluppo viene spazzato via dal suo mercato e chiude nel giro di pochi anni.

Quindi è assolutamente normale che un produttore di integratori faccia Ricerca e Sviluppo. Quello che per te è importante sapere sono i risultati di questa Ricerca e Sviluppo: hai a disposizione un integratore come gli altri, che ti fa buttare via mediamente il 70% dei tuoi soldi, oppure un integratore che ti fa stare meglio in tempi ragionevoli, senza affaticare gli organi vitali e migliorando oggettivamente il tuo benessere?

Questi sono i primi tre passi da fare quando scegli un integratore.

Certo: ti puoi fermare alle semplici affermazioni perché ti fidi di chi ti sta proponendo un prodotto. Come ho detto, spesso è un conoscente o amico di cui non metto affatto in dubbio la buona fede.

Però la qualità delle nostra salute passa dalla qualità delle nostre scelte, dagli standard che scegliamo di avere, e dal livello di consapevolezza che decidiamo di raggiungere.

Se la pensi anche tu come me, iscriviti al BLOG per non perderti i prossimi articoli. Ti parlerò di come Swych soddisfa a pieno questi criteri di scelta, e soprattutto di come fa la differenza nel benessere di tante persone.

Integratori alimentari: servono o no?

Nei confronti degli integratori alimentari esiste molto scetticismo e parecchia disinformazione. Io per prima me ne tenevo alla larga fino a pochi anni fa, a causa soprattutto di una martellante quanto cattiva pubblicità (ne ho parlato in questo articolo https://cipiacestarebene.com/2020/03/16/lintegrazione-alimentare-questa-sconosciuta/).

Ma non si tratta solo di pubblicità.

Come afferma il dottor Filippo Ongaro sul suo sto e in numerosi video, “la classe medica certamente non ha contribuito a diffondere informazioni scientificamente valide sul tema a causa di un misto di incompetenza, disinteresse e malafede. Per questo ancora oggi si sentono spesso opinioni di esperti o pseudotali che sostengono che gli integratori alimentari non servono a nulla, che sono soldi buttati via o addirittura che sono dannosi”.

La verità però è molto diversa.

Intanto un numero immenso di studi dimostra l’utilità preventiva e terapeutica di sostanze nutrizionali e fitoterapici.

Inoltre viene stimato che oltre il 90% delle persone presenti una o più deficienze nutrizionali. Certamente non si tratta di carenze cosi gravi da far insorgere una patologia acuta, come la pellagra, ma di mancanze sufficienti per l’insorgere di malattie o problemi cronici, che distruggono la nostra qualità della vita.

E questo è il primo punto importante quando si parla di integratori: essere sani è qualcosa che va ben oltre il non essere malati.

La buona salute non è semplicemente l’assenza di malattia, bensì buona qualità di vita.

Detto in termini concreti, una buona vita è fatta di un cuore resistente anche a 65 anni, di muscoli tonici e di articolazioni che funzionano, di una mente lucida, di un apparato digerente che ti consente di concederti una fetta di torta o una bella frittura senza che tu stia male il giorno dopo (o la sera stessa).

Non avere malattie non basta.

Se vuoi vivere con energia e serenità, devi avere cura di te con scelte quotidiane sane a tavola, sostenute e rinforzate dall’integrazione alimentare.

“Ma funzionano davvero? Gli studi sembrano dire il contrario…”

è vero: mancano grandi studi randomizzati, come quelli usati per valutare i farmaci. Ma questo tipo di studio è impostato per valutare l’effetto di un farmaco su una singola patologia e si adatta male a comprendere i molteplici effetti dei nutrienti sulla salute. Inoltre questa tipologia di studi non ha una durata sufficiente a valutare gli effetti di sostanze naturali che agiscono con tempistiche molto più lunghe rispetto ai farmaci.

Un farmaco viene costruito e testato per agire nel più breve tempo possibile; un integratore ha un effetto sulla salute che si può vedere solo dopo molto tempo.

Più in generale: farmaci e integratori fanno cose diverse, quindi non ha senso testarli con la medesima metodologia.

Faccio ancora riferimento al dottor Ongaro riportandoti i risultati di un’interessante ricerca su alcuni integratori di base.

La ricerca “The Lewin Group.2006. An evidence-based study of the role of dietary supplements in helping seniors maintain their independence. Prepared for: The Dietary Supplement Education Alliance”, ha messo in evidenza come pochi integratori chiave potrebbero prevenire molte malattie croniche e far risparmiare miliardi di dollari in pochi anni.

Questo studio ha preso in considerazione solo integratori basilari usati per scopi tradizionali:
– Calcio e vitamina D per contrastare l’osteoporosi
– Acido folico per prevenire difetti del tubo neurale
– Omega-3 per ridurre il rischio cardiovascolare
– Luteina e zeaxantina per prevenire la degenerazione maculareI ricercatori sono stati molto selettivi e hanno preso in considerazione solo gli studi che rispettavano i seguenti criteri:
– L’integratore deve produrre un effetto fisiologico misurabile
– L’effetto fisiologico deve corrispondere ad un cambiamento della condizione di salute
– Il cambiamento dello stato di salute deve corrispondere ad una diminuita spesa sanitaria

RISULTATI DELLA RICERCA

Partiamo da calcio e vitamina D in cui lo studio del Lewin Group stima che l’uso di questi 2 integratori potrebbe prevenire oltre 776.000 ospedalizzazioni per frattura dell’anca in 5 anni con un risparmio di 16.1 miliardi di dollari.

Invece l’uso di omega-3 per prevenire aritmie cardiache, ridurre l’infiammazione, abbassare il colesterolo e la pressione, potrebbe prevenire 374.000 ospedalizzazioni riducendo i costi di 3.2 miliardi di dollari in 5 anni.

L’uso di luteina e zeaxantina potrebbe invece aiutare 190.000 persone ad evitare l’assistenza per cecità comportando costi ridotti per 3.6 miliardi di dollari.

Infine 44 milioni di donne negli USA non assumono acido folico durante la gravidanza. Se solo 11.3 milioni di esse assumessero acido folico ci sarebbero 600 neonati in meno con difetti del tubo neurale con un risparmio di 1.4 miliardi di dollari. Se si sommano questi dati si arriva alla conclusione che spendendo qualche soldo in più al giorno, in 5 anni si otterrebbero 24 miliardi di costi sanitari in meno.

Certo sono dati americani ma quelli per l’Europa e l’Italia non si discosterebbero di molto.

Ma la cosa più importante quando si parla di integrazione, rimane l’atteggiamento verso la salute.

Le scoperte nel campo della medicina hanno allungato la prospettiva di vita. Oggi in Italia la vita media è di 80 anni, ma c’è una bella differenza tra l’essere un nonno che gioca allegro con i nipotini, e che tramanda una preziosa memoria storica e familiare, e un anziano che di fatto trascina la sua vita tra pillole e pilloline.

Essere nel primo gruppo non è una botta di fortuna, bensì il risultato inevitabile di quell’insieme di comportamenti che mirano a mantenere lo stato di salute ottimale. Un concetto che nella Medicina Cinese non solo è presente da sempre, ma ne costituisce il cardine fondamentale.
Ed è in questo contesto di mantenimento del benessere che si inseriscono gli integratori alimentari.

Nei prossimi articoli parlerò di come orientarti in quella che è una vera e propria jungla dove trovi tutto e il contrario di tutto.

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