scegliere gli integratori: che cosa devi davvero chiederti e da che cosa devi scappare a gambe levate

La famiglia degli integratori alimentari è molto grande. Devi immaginartela come una quercia dalla folta chioma, con tanti rami diversi: multivitaminici, integratori per il sistema immunitario, per l’intestino pigro, per l’intestino troppo attivo, per il fegato, per la memoria, per la bellezza (capelli e pelle), per lo sport, per il dimagrimento, per la vista, per la menopausa…

Ed è ancor più vasta se pensi ai produttori sul mercato. Esistono tantissime aziende o marchi di integratori, soprattutto on line.

Di solito chi usa integratori è ben informato su quali prendere in base allo scopo (vitamina E e Biotina per pelle e capelli – vitamina B per il metabolismo energetico – fibre per l’intestino – magnesio per riposare meglio). Molto meno, invece, su come scegliere il suo “fornitore”.

Naturalmente non sto parlando di chi compra su specifica indicazione del medico o del farmacista.

Mi rivolgo, invece a chi compra direttamente on line, oppure da un conoscente/amico che è un incaricato alla vendita diretta di questi prodotti (anche se spesso non si presenta così chiaramente, dichiarandosi consulente del benessere, o peggio “consumatore che si trova benissimo con il prodotto x”).

“Sono 100% naturali”

“Sono approvati dal Ministero della Salute”

“L’azienda è seria: esiste da 30 anni e ha 200 scienziati che fanno ricerca e sviluppo”

Queste sono le motivazioni più frequenti che ho sentito nella mia esperienza quasi decennale in questo campo. Soprattutto sono le motivazioni che sono state date a me quando mi sono stati proposti per la prima volta gli integratori alimentari.

Sai come è andata? Ho detto “no grazie”.

Lavorando già nel settore commerciale, ho riconosciuto subito queste affermazioni: scadenti tecniche di vendita ripetute a pappagallo, assolutamente prive di argomentazioni concrete di supporto, da cui sono scappata a gambe levate.

Per mia fortuna, ho avuto l’opportunità di approfondire la mia conoscenza degli integratori, grazie soprattutto ai preziosi corsi di formazione della Dottoressa Lara Bernini (visita la pagina Chi Siamo per saperne di più su di me e sulla Dottoressa Bernini).

La cosa più importante che ho imparato sugli integratori alimentari, e che da oggi metto a disposizione di chi segue questo BLOG, è saper riconoscere ciò che è una reale qualità dell’azienda o del prodotto distinguendoli da ciò che rientra nell’ordine delle cose.

Procediamo quindi con ordine ed esaminiamo ogni singola affermazione.

1.Prodotti 100% naturali. Questa affermazione è vuota di significato oggettivo e piena di significato subdolo. Ed è pure tecnicamente falsa.

Falsa perché non esiste la pianta delle compresse o delle capsule: una lavorazione artificiale delle materie prime è imprescindibile, quindi decade il 100% naturale. E no. La mia non è pignoleria: stiamo parlando di commercio di integratori alimentari, di qualcosa che ha a che fare con la salute delle persone, la tua in particolare. La precisione dei termini è indice di preparazione e competenza; e ti permette di distinguere un professionista da un venditore improvvisato.

Casomai sono le materie prime a essere di origine naturale, cosa sicuramente importante dal momento che gli integratori possono essere realizzati anche con preparati sintetici fatti in laboratorio.

Ma l’origine naturale di per sé NON significa che fa bene. Pensa a un bel sacchetto di patatine fritte: le patate sono certamente naturali, ma non credo che le consideri un ottimo alimento per la tua salute. Stessa cosa per un bel salamino stagionato, o un barattolo di crema di nocciole arricchito con una montagna di zucchero e olio di palma. Tutto naturale, ma NON salutare.

é sacrosanto chiedersi come è fatto un integratore, ma non puoi accontentarti di “prodotto naturale”.

Ciò che devi chiedere è l’origine delle materie prime e la modalità di coltivazione: agricoltura biologica o agricoltura intensiva ricca di pesticidi?

Forse non lo sai, ma il 20% delle proprietà nutritive di frutta e verdura viene perso al momento del raccolto, quindi quanto sono freschi gli ingredienti del tuo integratore? Vengono raccolti e stoccati per mesi, o vengono lavorati subito?

Queste sono domande fondamentali per scegliere un integratore, e anche per capire se chi hai davanti è un professionista – che non può non sapere come sono realizzati i prodotti che vende – o un venditore improvvisato.

2.Approvati dal Ministero della Salute. Affermazione scandalosamente ovvia, e altrettanto subdola.

In Italia, qualsiasi integratore alimentare presente sul mercato deve aver ottenuto l’approvazione del Ministero della Salute, altrimenti non può essere commercializzato.

Ma la cosa più importante da sapere, è che quando il Ministero approva un integratore, significa che quel prodotto – semplifico al massimo il concetto – non ti uccide, non arreca danni alla tua salute, e rispetta i parametri fissati dal Ministero stesso.

Per esempio: la dose giornaliera raccomandata; la correttezza delle informazioni in etichetta, la modalità con cui se ne esprime l’efficacia, la precisione e la correttezza formale del Claim.

Quindi, l’approvazione del Ministero non riguarda MAI la promessa di benessere che fa l’integratore in questione. Detto in altri termini, chi ti propone il magnesio per farti riposare meglio, dicendoti che è approvato dal Ministero della Salute, ti sta facendo illudere che il Ministero abbia verificato l’efficacia del magnesio nel farti dormire meglio, quando in realtà ha solo svolto il suo ordinario compito di verifica legale e formale.

E per la cronaca, il magnesio ha davvero tra le sue molteplici proprietà quella di farti riposare meglio (è un minerale che rilassa la muscolatura); ma un professionista non ha bisogno di impressionarti con informazioni fuorvianti e/o prive di valore aggiunto.

3. L’azienda è seria: esiste da 30 anni e ha 200 scienziati che si occupano di Ricerca e Sviluppo. Questa è un’affermazione neutra: è corretta ma deve essere contestualizzata e approfondita per acquisire lo status di valore aggiunto.

Iniziamo con l’esperienza: certamente 30 anni sono indice di una storia aziendale, ma devi sapere che il mercato dell’integrazione alimentare ha visto la luce negli Anni 30. Quindi la domanda da farti è: questa esperienza trentennale rende l’azienda o il marchio un riferimento nel settore dell’integrazione? Questa esperienza è davvero un valore aggiunto o è l’ennesima informazione ricca di effetti speciali, ma povera di valore?

Personalmente, credo che ciò che è importante non è per quanto tempo fai una cosa, ma cosa fai in quell’arco di tempo. E qui entra in gioco la squadra di scienziati che fanno Ricerca e Sviluppo.

Chiarisco subito un concetto d’impresa: qualsiasi azienda che voglia avere un futuro nel suo settore – e intendo qualsiasi settore di mercato – DEVE fare ricerca e sviluppo, che sono sinonimi di pianificazione strategica e produttiva a medio lungo termine. Chi non fa ricerca e sviluppo viene spazzato via dal suo mercato e chiude nel giro di pochi anni.

Quindi è assolutamente normale che un produttore di integratori faccia Ricerca e Sviluppo. Quello che per te è importante sapere sono i risultati di questa Ricerca e Sviluppo: quanti brevetti sono stati depositati o sono in fase di approvazione? Sono stati realizzati studi clinici o di valutazione su larga scala? E se sì, quanti?

Questi sono i primi tre passi da fare quando valuti la proposta di un integratore.

Certo: ti puoi fermare alle semplici affermazioni perché ti fidi di chi ti sta proponendo un prodotto. Come ho detto, spesso è un conoscente o amico di cui non metto affatto in dubbio la buona fede.

Però la qualità delle nostra salute passa dalla qualità delle nostre scelte, dagli standard che scegliamo di avere, e dal livello di consapevolezza che decidiamo di raggiungere.

Se la pensi anche tu come me, iscriviti al BLOG per non perderti i prossimi articoli. Ti parlerò di come ho applicato questo schema per scegliere il mio fornitore di integratori, e ti mostrerò, con analisi pratiche, come riconoscere offerte di bassa o dubbia qualità in questo settore.

Integratori alimentari: servono o no?

Nei confronti degli integratori alimentari esiste molto scetticismo e parecchia disinformazione. Io per prima me ne tenevo alla larga fino a pochi anni fa, a causa soprattutto di una martellante quanto cattiva pubblicità (ne ho parlato in questo articolo https://cipiacestarebene.com/2020/03/16/lintegrazione-alimentare-questa-sconosciuta/).

Ma non si tratta solo di pubblicità.

Come afferma il dottor Filippo Ongaro sul suo sto e in numerosi video, “la classe medica certamente non ha contribuito a diffondere informazioni scientificamente valide sul tema a causa di un misto di incompetenza, disinteresse e malafede. Per questo ancora oggi si sentono spesso opinioni di esperti o pseudotali che sostengono che gli integratori alimentari non servono a nulla, che sono soldi buttati via o addirittura che sono dannosi”.

La verità però è molto diversa.

Intanto un numero immenso di studi dimostra l’utilità preventiva e terapeutica di sostanze nutrizionali e fitoterapici.

Inoltre viene stimato che oltre il 90% delle persone presenti una o più deficienze nutrizionali. Certamente non si tratta di carenze cosi gravi da far insorgere una patologia acuta, come la pellagra, ma di mancanze sufficienti per l’insorgere di malattie o problemi cronici, che distruggono la nostra qualità della vita.

E questo è il primo punto importante quando si parla di integratori: essere sani è qualcosa che va ben oltre il non essere malati.

La buona salute non è semplicemente l’assenza di malattia, bensì buona qualità di vita.

Detto in termini concreti, una buona vita è fatta di un cuore resistente anche a 65 anni, di muscoli tonici e di articolazioni che funzionano, di una mente lucida, di un apparato digerente che ti consente di concederti una fetta di torta o una bella frittura senza che tu stia male il giorno dopo (o la sera stessa).

Non avere malattie non basta.

Se vuoi vivere con energia e serenità, devi avere cura di te con scelte quotidiane sane a tavola, sostenute e rinforzate dall’integrazione alimentare.

“Ma funzionano davvero? Gli studi sembrano dire il contrario…”

è vero: mancano grandi studi randomizzati, come quelli usati per valutare i farmaci. Ma questo tipo di studio è impostato per valutare l’effetto di un farmaco su una singola patologia e si adatta male a comprendere i molteplici effetti dei nutrienti sulla salute. Inoltre questa tipologia di studi non ha una durata sufficiente a valutare gli effetti di sostanze naturali che agiscono con tempistiche molto più lunghe rispetto ai farmaci.

Un farmaco viene costruito e testato per agire nel più breve tempo possibile; un integratore ha un effetto sulla salute che si può vedere solo dopo molto tempo.

Più in generale: farmaci e integratori fanno cose diverse, quindi non ha senso testarli con la medesima metodologia.

Faccio ancora riferimento al dottor Ongaro riportandoti i risultati di un’interessante ricerca su alcuni integratori di base.

La ricerca “The Lewin Group.2006. An evidence-based study of the role of dietary supplements in helping seniors maintain their independence. Prepared for: The Dietary Supplement Education Alliance”, ha messo in evidenza come pochi integratori chiave potrebbero prevenire molte malattie croniche e far risparmiare miliardi di dollari in pochi anni.

Questo studio ha preso in considerazione solo integratori basilari usati per scopi tradizionali:
– Calcio e vitamina D per contrastare l’osteoporosi
– Acido folico per prevenire difetti del tubo neurale
– Omega-3 per ridurre il rischio cardiovascolare
– Luteina e zeaxantina per prevenire la degenerazione maculareI ricercatori sono stati molto selettivi e hanno preso in considerazione solo gli studi che rispettavano i seguenti criteri:
– L’integratore deve produrre un effetto fisiologico misurabile
– L’effetto fisiologico deve corrispondere ad un cambiamento della condizione di salute
– Il cambiamento dello stato di salute deve corrispondere ad una diminuita spesa sanitaria

RISULTATI DELLA RICERCA

Partiamo da calcio e vitamina D in cui lo studio del Lewin Group stima che l’uso di questi 2 integratori potrebbe prevenire oltre 776.000 ospedalizzazioni per frattura dell’anca in 5 anni con un risparmio di 16.1 miliardi di dollari.

Invece l’uso di omega-3 per prevenire aritmie cardiache, ridurre l’infiammazione, abbassare il colesterolo e la pressione, potrebbe prevenire 374.000 ospedalizzazioni riducendo i costi di 3.2 miliardi di dollari in 5 anni.

L’uso di luteina e zeaxantina potrebbe invece aiutare 190.000 persone ad evitare l’assistenza per cecità comportando costi ridotti per 3.6 miliardi di dollari.

Infine 44 milioni di donne negli USA non assumono acido folico durante la gravidanza. Se solo 11.3 milioni di esse assumessero acido folico ci sarebbero 600 neonati in meno con difetti del tubo neurale con un risparmio di 1.4 miliardi di dollari. Se si sommano questi dati si arriva alla conclusione che spendendo qualche soldo in più al giorno, in 5 anni si otterrebbero 24 miliardi di costi sanitari in meno.

Certo sono dati americani ma quelli per l’Europa e l’Italia non si discosterebbero di molto.

Ma la cosa più importante quando si parla di integrazione, rimane l’atteggiamento verso la salute.

Le scoperte nel campo della medicina hanno allungato la prospettiva di vita. Oggi in Italia la vita media è di 80 anni, ma c’è una bella differenza tra l’essere un nonno che gioca allegro con i nipotini, e che tramanda una preziosa memoria storica e familiare, e un anziano che di fatto trascina la sua vita tra pillole e pilloline.

Essere nel primo gruppo non è una botta di fortuna, bensì il risultato inevitabile di quell’insieme di comportamenti che mirano a mantenere lo stato di salute ottimale. Un concetto che nella Medicina Cinese non solo è presente da sempre, ma ne costituisce il cardine fondamentale.
Ed è in questo contesto di mantenimento del benessere che si inseriscono gli integratori alimentari.

Nei prossimi articoli parlerò di come orientarti in quella che è una vera e propria jungla dove trovi tutto e il contrario di tutto.

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Le combinazioni alimentari che aiutano l'intestino

Come recita il terzo principio dei Buonissimi 7, scambiando l’ordine dei fattori il prodotto cambia. E parecchio anche.

Come ti ho mostrato nell’articolo dedicato (se te lo sei perso https://cipiacestarebene.com/2020/01/27/scambiando-lordine-dei-fattori-il-prodotto-cambia/) gonfiore addominale, pesantezza, fermentazione sono tutte conseguenze di un’attività intestinale irregolare, causata non da cibi sbagliati, bensì dal loro infelice abbinamento.

Oggi voglio mostrarti tre combinazioni particolarmente adatte a recuperare e soprattutto mantenere la regolarità intestinale. Ancora una volta non si tratta di cibi esotici e abbinamenti fantasiosi e azzardati, bensì di alimenti che fanno già parte della tua alimentazione, e che devi solo usare con un pizzico di consapevolezza in più.

Verdure crude prima dei pasti

1. Verdure crude prima dei pasti. Consumate a inizio pasto, le verdure crude aumentano la flora batterica, introducono fibre preziose per l’assimilazione dei nutrienti e la riduzione degli zuccheri, in pratica servono a “smuovere la situazione” intestinale.

Nello specifico, prima dei carboidrati le verdure più indicate sono sedano e finocchi, un vero e proprio matrimonio perfetto. Prima delle proteine, carne, pesce o legumi, la coppia migliore è formata da carote e pomodori.

Ti rimando al primo principio dei Buonissimi 7 per una panoramica completa su questo argomento https://cipiacestarebene.com/2020/01/17/ce-li-hai-57-secondi/

Verdure cotte

2. Verdure cotte a fine pasto. Sono indispensabili per la loro azione depurativa e lassativa, quindi non devono mai mancare per attivare l’intestino, specialmente se già soffri di stitichezza. Le più adatte sono spinaci, broccoli, melanzane grigliate (no: la parmigiana no), cavolfiori, carciofi, fagiolini. NON tutte insieme.

Frutta secca

3. Frutta secca con verdure o cereali integrali. La frutta secca è un lassativo naturale, e non può mancare in un’alimentazione anti stipsi. Si abbina benissimo con i carboidrati (pasta con le noci), con le verdure (spinaci e pistacchi tritati), e con la frutta di stagione.

Infine, ecco qualche suggerimento per spuntini e merende.

Una piccola macedonia di prugne e mele insieme a una manciata di nocciole, è un’ottima fonte di fibre e sostanze lassative.

Ottimo spezza fame è un ricco centrifugato di frutta e/o verdura utili all’intestino. I miei preferiti sono a base di mela verde, carote e zenzero, oppure di pomodoro, sedano e pepe nero.

Le combinazioni alimentari: come combattere ritenzione e cellulite

Glutei e cosce sono le sue zone preferite.

Gradita, gradevole e benvenuta come una visita a sorpresa della suocera.

Sì, sto parlando della cellulite, eterno nemico di noi donne; da molte considerata una inevitabile compagna di vita.

La verità è che anche la “buccia d’arancia” si può contrastare con la giusta alimentazione. In particolare ci vengono in aiuto i primi tre principi dei Buonissimi 7: verdure in abbondanza, spezie ed erbe al posto del sale, giusta combinazione dei cibi.

Se impari ad applicare questi tre principi, contrasti il ristagno dei liquidi e favorisci l’eliminazione di scorie e tossine, i principali responsabili della cellulite.

Vediamo nello specifico quali verdure sono più adatte allo scopo, e con quali abbinamenti.

Verdure drenanti. ottime sia singolarmente, sia insieme in una gustosa insalata, sono particolarmente indicate per eliminare i liquidi stagnanti nei tessuti sottocutanei. Le più comuni sono le cipolle, i vari tipi di insalata, e gli ortaggi come asparagi, barbabietole, carciofi, carote, zucchine, spinaci, cavolfiori, finocchi e peperoni (soprattutto quelli rossi). L’abbinamento ideale è con i cereali, meglio integrali, possibilmente a pranzo. Quindi via libera a vellutate con crostini, e a riso o pasta con asparagi, zucchine o carciofi. Con un po’ di fantasia, si possono fare anche originali bruschette.

Frutta e verdura che stimolano la microcircolazione. Drenare non basta. Nella nostra battaglia contro la cellulite dobbiamo anche stimolare la circolazione, in particolare il microcircolo sanguigno. Le nostre alleate più forti ed efficaci sono verdura e frutta ricche di flavonoidi, quelle di colore violaceo. Quindi non facciamoci mancare melanzane e cavolo nero, al forno o alla griglia (no: la parmigiana di melanzane fritte non va bene); sono ideali da abbinare alle proteine, sia carne che pesce. Per i nostri spuntini o merende, cerchiamo di usare il più possibile frutti rossi come lamponi, mirtilli, e ciliegie. Molto utile anche la frutta acida, agrumi in testa, ricca di vitamina c, che favorisce la produzione di collagene. Puoi usarla in cucina abbinata anch’essa a carne o pesce.

Salmone agli agrumi e pepe rosa

A tal proposito ecco una delle mie ricette preferite: trancio di salmone, cotto in una padella antiaderente con il solo succo di limone e arancia, arricchito da aneto, pepe rosso e uno spicchio d’aglio.

Ancora una volta il benessere a tavola arriva con cibi comuni e ricette semplici.

Perché le uniche cose che contano sono la costanza e la consapevolezza con cui porti avanti queste abitudini, le uniche che ti permettono di mantenere i risultati di una sana alimentazione.

Integrazione e sport: un mito da sfatare.

Perché dovresti integrare anche se non pratichi attività agonistica.

Ma tu sei un’atleta! Io vengo in palestra solo per fare un po’ di attività fisica..per rimettermi un po’ in forma..”

Dopo tre anni di palestra – per me un record assoluto – non ho ancora capito quale sia il nesso tra un allenamento serio e l’essere dei professionisti dello sport.

Premessa importante: io NON sono un’atleta professionista, e non lo sono mai stata. Mi è sempre piaciuto fare sport, ne ho praticati parecchi,  faccio gite più o meno lunghe in bicicletta. Ma non sono una professionista.

Eppure questa è una convinzione che hanno molte in palestra, semplicemente perché uso due integratori: uno durante gli esercizi e uno subito dopo.

Per un motivo che ancora non conosco, c’è questo assioma:

usare integratori = prestazione agonistica.

Forse lo pensi anche a tu. Forse ti sei ritrovata a dire cose come queste

No, a me non serve avere la giusta energia durante gli esercizi.”

“Non mi serve recuperare.”

È normale se mi fanno male i muscoli”

TANTO NON DEVO FARE NESSUNA GARA”

Ci Piace Stare Bene integratori e sport

Ti dico una cosa: nemmeno io devo fare una gara. Ma esattamente come te, quando torno a casa la sera dopo la palestra, ho una casa da sistemare, una cena da preparare, un bucato da stirare.

E moltissime di noi hanno un coniuge da abbracciare, un figlio da ascoltare, una famiglia di cui occuparsi.

Ed è molto più impegnativo di una gara sportiva, non credi?

È vero: non dobbiamo partecipare ad una competizione sportiva.

Ma abbiamo una famiglia, degli amici, delle passioni a cui non possiamo rinunciare perché siamo distrutte dopo la palestra.

E abbiamo preso un impegno con noi stesse: rimetterci in forma, piacerci di più, stare meglio.

Ormai ho perso il conto delle persone che mi dicono: “mi sono iscritta tante volte in palestra, ma dopo un po’ ho smesso di andarci”.

Perché a nessuna piace tornare a casa sempre distrutta,  dolorante, senza vedere i risultati. E allora, dopo tre, quattro, magari cinque settimane, andare in palestra diventa un peso. La fatica ha vinto sull’entusiasmo iniziale, e l’impegno imprevisto, il brutto tempo, diventano ottimi motivi per rimanere a casa.

 C’è una cosa molto importante che ho imparato in tanti anni di sport e che oggi voglio condividere con te.

L’attività fisica è gioia di muoversi, di avere consapevolezza del proprio corpo, di darsi e raggiungere obiettivi fattibili. È divertimento e piacere di volersi bene. 

E non ha nulla a che fare con il dolore e il sacrificio.

Certo, un po’ di stanchezza ci sta, ma se ogni volta che fai esercizio finisci con visioni mistiche e il fiato corto, non è una questione di essere fuori allenamento, né una questione di volontà.

L’unico motivo per cui usciamo distrutte dalla palestra è che siamo senza benzina.

Abbiamo fatto gli esercizi con il serbatoio semi vuoto, praticamente in riserva. Il nostro corpo arranca e funziona male solo per questo motivo.

Pensaci: credi davvero che il professionista che ha preparato la tua scheda di esercizi, non abbia tenuto conto del tuo essere fuori allenamento? O che ti abbia lasciato eseguire una serie di movimenti sbagliati senza correggerti?

No, certo.

Quindi il problema non è l’essere fuori allenamento o poco pratiche di sport (ribadisco: ci sta essere stanche, ma NON essere distrutte).

Il problema è che abbiamo il serbatoio vuoto.

Se saliamo in macchina senza fare benzina, di sicuro non andiamo molto lontano.

E se mettiamo il carburante sbagliato, come minimo distruggiamo la macchina.

E se non facciamo rifornimento durante il viaggio, ci fermiamo a metà strada.

Ecco perché io uso quei due integratori: non voglio fermarmi a metà strada, non voglio inceppare il mio motore, e voglio essere costante negli allenamenti.

Ma soprattutto, voglio sentirmi bene anche dopo l’attività fisica, che non deve compromettere le altre attività della mia giornata.

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Le combinazioni Alimentari: le coppie vincenti

Nell’articolo precedente ti ho parlato dei falsi amici, quei cibi che da soli fanno bene, ma che abbinati annullano le loro proprietà benefiche, e appesantiscono la digestione.

Oggi vediamo invece quelle coppie che amplificano le proprietà benefiche dei cibi che le compongono, e che per questo vanno portate a tavola spesso.

Lenticchie e limone

Limone e legumi. Il limone permette di assimilare le vitamine del gruppo B dei legumi. Aggiungere succo di limone nella preparazione di zuppe o creme a base di ceci o lenticchie è quindi ottimo non solo per il sapore, ma anche per i benefici del piatto. Un altro risultato lo ottieni mettendo i legumi in ammollo per una notte in acqua e succo di limone: non solo assorbi meglio le vitamine del gruppo B, ma elimini i filati dei legumi (che riducono l’assorbimento dei sali minerali)

Pomodori e olio EVO. La mia coppia preferita. Un vero matrimonio perfetto quello tra i pomodori, crudi e cotti, con l’olio extravergine d’oliva, poiché il licopene dei pomodori è liposolubile, quindi ha bisogno di un grasso per essere meglio assorbito. L’olio è sufficiente in piccole quantità, e va aggiunto rigorosamente a crudo.

Pomodoro e olio EVO

Agrumi e verdure. la vitamina C degli agrumi favorisce l’assorbimento del ferro contenuto nei vegetali, in particolare bietole, cavoli, rucola, e spinaci. Non dimentichiamoci del ferro contenuto nella carne, motivo per cui è bene aggiungere del succo di limone al condimento che l’accompagna.

Insalata di rucola e arancia

Curcuma e pepe nero. Abbiamo visto con il secondo dei Buonissimi 7 le proprietà e i benefici di molte spezie. Fra le tante, questa coppia è tra le più efficaci perché tutte le proprietà benefiche della curcumina – antiossidante, antiage, abbassa il colesterolo, riduce l’assorbimento dei grassi – vengono attivate dal pepe nero. Particolarmente adatta a condire carote e zucca, perché favorisce l’assimilazione del betacarotene.

Curcuma e pepe nero

Erbe aromatiche e insalata. Non solo le spezie, ma anche le erbe aromatiche amplificano il potere antiossidante dei vegetali. Arricchire le insalate con rosmarino, salvia, maggiorana, origano, ti permette di aggiungere sapore facendo a meno del sale, e a contrastare l’effetto dei radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.

Erbe aromatiche
Limone e the

Limone e the. L’azione antinvecchiamento delle catechine antiossidanti del the (soprattutto del the verde) vengono potenziate dalla vitamina C del limone. Quindi, è bene bere del buon the con una spruzzata di limone e non con il latte, che ne annulla i benefici.

Come i Falsi Amici dell’articolo precedente, anche queste coppie sono comuni, e probabilmente le hai già portate sulla tua tavola.

Come vedi, mangiare bene non ha bisogno di mirabolanti ricette e sconvolgenti cambiamenti, ma solo di un pizzico di attenzione, disciplina e consapevolezza in più.

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