Dalla teoria alla pratica: tutti a tavola con consapevolezza

Misura i risultati. Ecco il settimo e ultimo dei Buonissimi 7, i principi che ho elaborato per mantenere i risultati raggiunti con una sana alimentazione.

Se ti chiedessi che cosa hai mangiato ieri sera, che cosa mi risponderesti?

Probabilmente, con qualche dubbio mi diresti qualcosa come “un piatto di pasta…con il sugo, mi pare, poi un po’ di pesce con qualche verdura, se non sbaglio carote e finocchi, e poi…ah sì un mandarino, o forse un mandarancio”

Un po’ di pesce, forse qualche verdura, un piatto di pasta. Ok, va bene (molti ricordano poco o niente). Ma esattamente quanta pasta? Quanta verdura? Quanto pesce? E ancora: con quale e quanto olio hai condito i piatti? E la pasta era con il sugo? con il ragù, con il pesto?

“Eh Simo, che ne so..non mi sono messa a pesare tutto. E poi come faccio a ricordarmi: ho sempre 2000 cose a cui pensare”.

Ecco, hai c’entrato il problema. Anzi: il cuore del problema.

Sappiamo tutto dei nostri acciacchi, dei nostri gonfiori addominali, del nostro intestino pigro, della nostra acidità di stomaco, siamo attentissimi e precisissimi al milligrammo se si tratta di sapere quanto pesiamo.

Ma non prestiamo attenzione a quello che mangiamo. Non ci pensiamo proprio, troppo presi da duemila altri pensieri.

E allora il mangiare sano rimane un’astratto pensiero filosofico, un buon proposito che forse domani chissà apparirà per magia sulla nostra tavola.

La verità? Sapere che cosa mangiare non ti servirà mai a niente se non lo metti in pratica. Una sana alimentazione non è fatta di concetti, bensì di abitudini concrete, di cose che si fanno.

E ce ne sono due fondamentali per iniziare a mangiare definitivamente bene: misurare le quantità del cibo, e prestare attenzione a come ti senti quando ti siedi a tavola.

Ricordi il quinto principio dei Buonissimi 7? Stabilisci una buona relazione con il cibo.

Bene.

Non puoi stabilire alcuna relazione se pensi ad altro, se non sei presente lì e in quel momento con tutta te stessa.

Colazione, pranzo e cena non sono interferenze che intralciano la tua routine quotidiana. Al contrario, sono il momento in cui ti prendi cura di te, nel senso più letterale e pratico della parola.

Quindi richiedono attenzione, e azioni precise.

  1. Misura le quantità. Come ho scritto in un mio precedente articolo, io ho salutato definitivamente 6 kg di ciccia. Sai una cosa? Le uniche bilance che ho in casa sono in cucina. E le uso quotidianamente per pesare le verdure, il pane, la pasta, la frutta, la carne, il pesce. E se all’inizio mi sembrava strano, oggi è un piacevole automatismo, che mi costringe a badare a quello che sto preparando, a concentrarmi sul cibo che mangerò di lì a poco. Per dirla in un gergo aziendale rampante: a stare sul pezzo.
  2. Rifletti sulle tue sensazioni ed emozioni quando ti siedi a tavola. Il fare attenzione non riguarda solo quanto mangi, ma anche come ti senti mentre mangi: hai una fame da lupi? sei soddisfatto del pasto? sei altrove con la testa? Queste azioni – passami il termine – mentali, sono decisive per mantenere i risultati di una sana alimentazione. Non solo rafforzano la tua attenzione sulla cura del tuo benessere, ma ti riparano anche dalle distrazioni che solitamente portano a perdere la rotta. Sviluppando questa abitudine, ho imparato a lasciare fuori i pensieri lavorativi e personali, e a godermi davvero ogni singolo boccone. Ho trasformato colazione, pranzo e cena in quel momento di coccola quotidiana che tutti noi andiamo sempre cercando altrove: in vacanza, in ferie, in viaggio, nel week end, al mare, in montagna, in campagna..ovunque tranne che dove ci troviamo. Corpo e mente sono una cosa sola: se hai la mente altrove, il corpo non lavorerà mai bene per assimilare correttamente i nutrienti, quindi impara ad applicare la consapevolezza del qui e ora a tutti i tuoi pasti.
  3. Scrivi tutto, ovvero tieni un diario alimentare. Ti anticipo che è la cosa più difficile in assoluto, perché i numeri sono spietati e cinici: ti dicono la verità, tutta la verità, niente altro che la verità. Ti costringono a guardarti allo specchio, e soprattutto a guardare le tue scelte. E prendertene la responsabilità. Si tratta di quel salto mentale faticoso, che segna la differenza tra l’ennesima parentesi salutista e il cambiamento definitivo verso una migliore qualità della tua vita. Per me è indispensabile, una costante fondamentale della mia routine del benessere a tavola; ma soprattutto una fonte insostituibile di soddisfazione: perché se all’inizio anch’io temevo il confronto con i numeri oggi quei numeri mi dicono ogni giorno quanto sono capace di mantenere un impegno con me stessa. E non perché me lo ha detto il medico, il nutrizionista o il personal trainer, ma perché l’ho deciso io.

Credimi, non c’è forza maggiore di quella che viene dalla consapevolezza di essere l’artefice del proprio successo. Ma prima devi per forza renderti conto di dove ti hanno portato le scelte che hai fatto fino ad oggi.

Proprio per questo – abbiamo realizzato il Diario del Benessere Consapevole, uno strumento semplice che ti aiuterà a misurare e scrivere le tue abitudini alimentari, sia in fatto di quantità di cibo, sia in fatto di sensazioni quando ti siedi a tavola.

Una facile agenda settimanale ti permetterà di segnare ogni giorno quanto mangi di ciascun tipo di cibo, e come ti senti al momento del pasto; le tabelle di supporto poi ti aiuteranno a misurare le porzioni* per ciascun nutriente in base alla loro quantità.

Avere il Diario del Benessere è semplice, basta seguire questi semplici passi:

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Riceverai nella tua casella email il Diario del Benessere Consapevole entro un paio di giorni.

Per ottenere e mantenere i risultati conoscere non basta, bisogna mettere in pratica, dotarsi di strumenti efficaci.

Richiedi ora il tuo Diario del Benessere Consapevole!

(*) N.B. Le quantità riportate sono una media, e NON vanno considerate come programma alimentare, bensì come guida per misurare le proprie abitudini a tavola. Se desideri un programma alimentare personalizzato, puoi contattare direttamente la Dottoressa Lara Bernini (vedi sezione staff e partners)

Facciamo una rivoluzione?

Mangia bene sempre e in ogni occasione.

Ecco il sesto dei Buonissimi 7, i principi che ho elaborato per mantenere i risultati raggiunti con una sana alimentazione.

“Stasera cena tra amici: mangiamo come se non ci fosse un domani!”

“Ieri mi sono concessa di tutto, ero fuori con i miei amici”

“Eh, ho pranzato con una amica, quindi mi sono lasciata un po’ andare..”

Non sto a raccontarti quante volte ho sentito queste frasi. Per me conta solo una cosa: tu lo hai mai detto?

Se la risposta è sì, ti chiedo un favore: me lo spieghi che cosa significa?

Dico davvero: io non riesco a trovare un nesso tra l’essere in compagnia, a casa o fuori non importa, e il seguire semplici abitudini alimentari.

I miei amici non mi hanno mai impedito di ordinare uno o più contorni di verdure, magari a inizio pasto (ricordi il primo dei buonissimi 7?).

I miei amici non mi hanno nemmeno mai impedito di evitare un maxi miscuglio di proteine o carboidrati diversi durante l’aperitivo a buffet tipicamente milanese.

La presenza dei miei amici a cena o a pranzo, a casa o fuori, non mi ha mai impedito di preparare menù coerenti con i miei principi, e al tempo stesso ricchi di sapore, gusto, e soprattutto molto apprezzati.

E allora te lo chiedo di nuovo: perché con gli amici non rispetti le sane abitudini alimentari?

Perché mangiare bene deve riguardare solo te nella tua solitudine casalinga?

Se ci pensi bene, questo è il principale motivo per cui si perdono i risultati ottenuti con le diete: chiudiamo le sane abitudini in un piccolo recinto nascosto, quasi ce ne vergognassimo.

Abbiamo una paura folle di sentire quel commentino tagliente “ma fai la dieta anche qui?! Ma goditi l’aperitivo!”

Oppure quel sarcastico “oh, che bella cena salutista stasera!”

Avevo anch’io queste paure all’inizio. Ricordo bene i commenti alle cene aziendali, le risatine ironiche di colleghi e amici.

Ma sono durate poco. E sai come le fatte tacere? Facendo domande semplici semplici. Come queste:

Perché dovrei mangiare male?

So che fa male al mio fegato mischiare troppe proteine, perché dovrei farlo?

Perché non mettere a tavola delle ottime verdure? Sono buone, fanno bene: perché non dovrei condividerle con i miei amici?

Perché non dovrei far provare le mie buonissime Budwig salate (butta un occhio al ricettario) ai miei amici, invece che intossicarli con una valanga di portate grasse e troppo abbondanti?

Queste sono solo alcune, le più frequenti e le più efficaci, per far tacere quei commenti sarcastici e – mi permetti? – davvero sciocchi e senza senso.

Perché non c’è alcun motivo e alcun ostacolo che ti impedisce di fare delle buone scelte quando sei in compagnia, sia a casa che fuori.

Il cibo è un alleato – il migliore che hai – per raggiungere il tuo obiettivo di benessere. E il benessere è il risultato di scelte quotidiane, non una serie di parentesi tra un’abbuffata e l’altra. E le sane scelte quotidiane non sono dolorose rinunce, ma decisioni consapevoli frutto di un’altrettanto consapevole definizione delle tue priorità.

E allora perché non praticarle anche quando sei in compagnia?

Certo: senza fanatismi, e senza imporre nulla a nessuno. Non ti sto dicendo di diventare un fanatico missionario del benessere.

Anzi. Io non lo faccio mai: preparo le mie cene con coerenza, faccio le mie scelte al ristorante con altrettanta coerenza senza giudicare nessuno.

Ma pretendo lo stesso dagli altri: alla prima battutina rispondo come sopra, difendo la mia scelta nel rispetto di quelle altrui.

E sai una cosa? I miei amici sono contenti di aver finalmente conosciuto gustose alternative alimentari, e sane abitudini fattibili; ne sono grati e stanno iniziando a metterne in pratica qualcuna, soprattutto quando mi invitano a cena.

Mangiare bene fa stare bene, non richiede rinunce, solo coerenza e consapevolezza. E un pizzico di coraggio nello smantellare quelle sciocche convinzioni tanto radicate quanto fragili e infondate.

E allora, mangiamo bene anche in compagnia, a casa come al ristorante, in ogni occasione.

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Il cibo è un alleato, non un nemico. Come imparare a cambiare abitudini a tavola

Stabilisci una buona relazione con il cibo.

Ecco il quinto dei Buonissimi 7, i principi che ho elaborato per mantenere i risultati raggiunti con una sana alimentazione.

“Cerco di combattere le tentazioni della tavola; ci riesco per un po’, ma poi cedo..”

Lo sento ripetere spesso. Soprattutto questa parola: combattere.

A volte mi sembra che le persone, più che andare a tavola, si preparino ad una vera e propria guerra. Una guerra fatta di battaglie continue con il cibo sano, che richiede cura nell’essere scelto e nell’essere preparato.

O come dicono alcuni: “che richiede un sacco di sbattimenti, ed è pure triste da mangiare

E come è normale che sia, smettono presto di fare attenzione a tavola: alzi la mano chi è contento di fare la guerra al cibo ogni giorno, tre volte al giorno.

Ogni volta che mi sento dire “che voglia che hai di….(mangiare le verdure, preferire un analcolico, usare le spezie) rimango sempre un po’ (tanto, a dire il vero) stupita.

Io non ho voglia di verdura fresca se posso avere una manciata di patatine; non ho voglia nemmeno di combinare i cibi in modo opportuno

No, non sono masochista, e nemmeno impazzita.

Il punto è che scegliere che cosa mangiare, o di fare attività fisica NON sono l’obiettivo che mi sono prefissata, ma sono solo il MEZZO con cui raggiungere il mio scopo.

Non mi sono mai detta “da oggi mangio meglio: guerra aperta alle patatine fritte!”

Tempo fa ho fatto una scelta, UNA SOLA: ho deciso che avrei fatto dei viaggi in bicicletta, che avrei visitato posti nuovi, vicini o lontani in bici.

È uno dei miei sogni d’infanzia, e ho deciso di realizzarlo.

Ed è solo DOPO aver deciso la mia destinazione (viaggiare in bici) che ho pianificato le mie scelte alimentari.

L’ordine e le sane combinazioni dei cibi, la cura verso certi tipi di alimenti sono solo strumenti che ho scelto in base alla destinazione che voglio raggiungere.

Quindi, PRIMA di decidere di metterti in riga con l’alimentazione devi scegliere l’obiettivo che vuoi raggiungere.

Perché non avrai mai voglia di preferire una sana ciotola di verdure a una gustosa manciata di patatine, ma avrai sempre voglia di realizzare il tuo obiettivo, grande o piccolo che sia.

“Mmm…Fissare un obiettivo, pianificare le mie scelte alimentari. Sì va bene, però così mi metto in una gabbia! Mi chiudo in una prigione di continue rinunce!”

Ti svelo un segreto: fissare una serie di obiettivi, stabilire le azioni per raggiungerli, pianificare ogni sera le attività del giorno dopo, all’inizio faceva sentire in gabbia anche me.

Anch’io ho vissuto la sensazione di chiudermi in un monastero.

Ma credimi, è durata pochissimo, e andando avanti ho scoperto che é l’esatto opposto.

Infatti, fissare obiettivi e programmare le azioni mi ha portata inevitabilmente a stabilire le priorità; a decidere che cosa é importante e merita la mia attenzione, la mia cura e la mia energia.

Ed è proprio quando impari ad assegnare le priorità, a dire no a certe cose, che diventi libero.

Mangiare grandi quantità di grassi sbagliati, cibo raffinato, zuccheri di vario tipo convinti di godersi liberamente il cibo è uno sbaglio madornale.

Perché chi si abbandona in modo dissennato al piaceri della tavola, non si gode mai il cibo, ma ne è dipendente.

Se vuoi essere davvero una persona libera, allora devi scegliere di aver cura della tua alimentazione ogni giorno, ogni giorno, ogni giorno.

Solo allenando le tue buone scelte quotidiane a tavola puoi concederti serenamente le eccezioni e goderne in piena libertà.

Io non rinuncio a una buona carbonara, a un gustoso pulled pork (un paninone con spalla di maiale cotta a bassa temperatura, cipolla caramellata, insalata e salsa barbeque), o a un ricco burrito.

Ma li scelgo consapevolmente, con la giusta frequenza, all’interno di un’alimentazione sana. Decido io quando mangiare questi cibi, e credimi, me li gusto alla grande.

Perché non c’è sapore più buono e appagante del cibo che scegli tu, in piena consapevolezza.

Pensaci: quando ti abbuffi, non pensi nemmeno a cosa stai mangiando, non te lo godi davvero, e non rimani soddisfatto, ma solo pesante e intasato.

Quindi impara a fissare un obiettivo alimentare, fai del cibo il tuo alleato migliore, e assapora il tuo benessere.

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Star bene mangiando: ci vuole un gran fegato!

A tavola proteggi sempre il fegato.

Ecco il quarto dei Buonissimi 7, i principi che ho elaborato per mantenere i risultato raggiunti con uno sana alimentazione.

Il fegato è una ghiandola che svolge le più complesse funzioni del corpo umano; semplificando al massimo, possiamo definirlo un vero e proprio laboratorio chimico dell’organismo.

In generale la ghiandola epatica fa da filtro tra il corpo e il cibo, metabolizzando le sostanze nutrienti  ed eliminando quelle dannose che derivano dall’uso dei farmaci, dagli additivi alimentari dei prodotti confezionati, dall’inquinamento atmosferico.

Vediamo più in dettaglio quali benefici ottieni con un fegato ben curato, forte e in salute.

Apparato digerente.  La digestione viene facilitata e migliora, si assimilano meglio grassi, carboidrati proteine e vitamine. I processi digestivi hanno la giusta velocità e non causano gonfiori, fermentazione, gastriti, reflussi e bruciori di stomaco, colon irritabile.

Tessuti, pelle, unghie. La pelle è più rosea, lucente e idrata, si riducono i rischi di irritazioni, dermatiti, eczemi, acne e follicoliti, impurità dell’epidermide.  Si attenua la tendenza a sudare troppo, e i cattivi odori della pelle diventano meno pungenti. Le unghie sono forti, elastiche e resistenti.  Tendini e muscoli sono più elastici e si riduce il rischio di contratture e rigidità.

Sangue. Il sangue scorre più facilmente e ossigena tutti i tessuti, soprattutto cervello e reni, facendoli funzionare al meglio. Le energie fisiche aumentano e la stanchezza tipica del cambio di stagione si attenua o scompare del tutto. Nel complesso, ti senti più leggera, tonica, reattiva, attenta e concentrata. Le difese immunitarie vengono potenziate e sei meglio protetto dai malanni di stagione.

Chiarita l’importanza di un fegato sano per il tuo benessere, è bene capire come prendertene cura.

E non puoi farlo al meglio senza tener conto di una specifica caratteristica della ghiandola epatica: la sua eccezionale capacità di riserva funzionale.

Devi sapere che il fegato è talmente potente da essere in grado di svolgere le sue normali funzioni sfruttando anche solo il 30% delle proprie potenzialità. Per questo motivo, spesso i sintomi e i segni delle malattie epatiche si manifestano molto lentamente, e diventano evidenti solo quando più del 70% del fegato è compromesso.

Il decorso di molte malattie epatiche è lungo e silenzioso, in alcuni casi può raggiungere anche 30 anni; pensa che secondo recenti stime, solo in Italia le malattie e i disturbi legati al fegato sono tre volte più diffuse rispetto ai casi di cui siamo a conoscenza.

Per il tuo fegato, quindi, è più che mai fondamentale adottare un nuovo approccio al benessere: quello di un percorso costante e quotidiano volto alla cura di te stessa e al mantenimento della tua salute.  L’esatto opposto di quanto propone la medicina classica, che ti porta a occuparti di te solo quando la malattia si manifesta; curandola, sì, ma senza fare nulla per impedirne l’insorgenza.

Per mantenere il fegato in forma smagliante, devi iniziare da un buon comportamento a tavola.

Prima ancora di scegliere una dieta o un programma detox, è fondamentale far proprie una serie di regole generali da applicare quotidianamente a ogni piatto. Perché la salute inizia a tavola, e a tavola ti siedi almeno 3 volte al giorno, ogni giorno, per tutti i giorni della tua vita.

I buoni comportamenti, i cibi amici e quelli nemici del fegato che troverai di seguito, e nei prossimi articoli del Blog, saranno la tua mappa e la tua bussola da portare sempre con te lungo il percorso verso il tuo benessere ottimale.

Le 6 buone abitudini da acquisire.

  • Non esagerare con le porzioni. Abituati ad alleggerire i pasti, eviterai una digestione lunga e laboriosa, e soprattutto l’accumulo di cibi parzialmente digeriti, che causano fermentazione e la formazione di tossine che affaticano il fegato. Oggi disponiamo di una grande ricchezza e varietà alimentare: si possono creare piatti gustosi, completi e sazianti con le giuste porzioni di proteine (100-150 grammi di pesce azzurro, carni bianche, legumi), di carboidrati (70 grammi di riso, pasta, pane integrali, farro, orzo), scegliendo i grassi buoni  Omega 3 e Omega 6 (salmone, pesce azzurro, mandorle e noci) , il tutto affiancato da abbondanti dosi di frutta e verdura (circa 600 grammi al giorno) sia cotta che cruda, meglio se di stagione.
  • Scegli le proteine buone e riduci i grassi animali. Per favorire la salute del fegato, le carni bianche, le uova e i formaggi magri dovrebbero essere presenti a rotazione in un solo pasto al giorno, e alternati ad altri alimenti proteici di origine vegetale come i legumi – fagioli, lenticchie, ceci, piselli, fave. Ottime le proteine magre del pesce. Per quanto riguarda i grassi animali, impara a sostituire burro e strutto con l’olio extravergine di oliva, meglio se usato a crudo. Fai attenzione ai grassi animali nascosti negli alimenti confezionati, soprattutto in quelli da forno (pizze, focacce, grissini, croissant, taralli).
  • Fai attenzione agli additivi. Leggi bene le etichette dei prodotti che acquisti al supermercato, e cerca di evitare quelli con addensanti, correttori di acidità, esaltatori di sapidità, e coloranti. Nei limiti del possibile, riduci i prodotti confezionati già pronti: preparare le verdure e avviarne la cottura per un buon passato o minestrone richiede massimo 30 minuti; per spremere duo o tre arance ti bastano 5 minuti.
  • Abbonda con la frutta e la verdura. Abituati ad arricchire (non accompagnare, ARRICCHIRE) ogni pasto con una porzione di verdura cruda e cotta, meglio di più colori diversi. Ortaggi e germogli come antipasto (mentre aspetti che l’acqua per la pasta bolla) e come contorno; frutta fresca intera, centrifugata, spremuta, frullata  come spuntino invece di brioches, croissant e merendine varie, sono l’ideale.
  • Diminuisci o elimina il sale. Impara a ridurre il sale poco per volta così ti abitui facilmente; un trucco efficace che ho scoperto funzionare alla grande è l’uso di alimenti naturalmente sapidi, come il parmigiano o il pecorino, le acciughe; e le spezie come pepe, peperoncino, curcuma, e le erbe aromatiche sono buonissime sostitute del sale, o comunque ti aiutano a ridurlo. [Per ulteriori approfondimenti, leggi l’articolo dedicato a come ridurre il sale, il secondo principio dei Buonissimi 7].
  • Preferisci i cereali integrali. Abituati a sostituire i cereali raffinati (pane, pasta, riso, prodotti da forno e dolci) con quelli integrali, non privati del germe di grano e delle crusca, perché favoriscono la digestione ed evitano l’accumulo di scorie.

Dalla teoria alla pratica: i 6 cibi da ridurre drasticamente.

  • Alcol. Il principale nemico del tuo fegato è l’eccesso di sostanze alcoliche, che a lungo termine lasciano danni irreversibili. Inizia a bere qualche mojito e qualche amaro in meno, e tante spremute più.
  • Caffè e cioccolato. In dosi eccessive causano alterazioni epatiche. In pausa, evita i dolciumi e scegli un frullato, o la frutta secca; e invece dell’ennesimo caffè, prova un frullato o un centrifugato: molti bar ne offrono un’ampia scelta.
  • Carni  rosse e formaggi stagionati. Affaticano il fegato perché richiedono moltissima bile per essere digeriti; inoltre il loro metabolismo produce moltissime tossine e residui acidi nel sangue. Non mangiarli mai insieme, e riducine la frequenza (1 volta a settimana, meglio ogni 10 giorni) alternandoli con altre fonti proteiche.
  • Fritti, burro, strutto e salse grasse. Portano un inevitabile e pericoloso accumulo di grassi nel fegato, accumulo che spesso sfocia in steatosi (patologia detta anche “fegato grasso” in preoccupante diffusione in Italia, soprattutto tra i più giovani). Prediligi cotture diverse, condisci con olio Evo, limone e qualche spezia (la senape in polvere è favolosa) e occhio alle preparazioni industriali dove abbondano burro e strutto.
  • Salumi. Come le carni rosse e i formaggi stagionati vanno mangiati da soli e non insieme ad altre proteine animali. Danneggiano il fegato perché sono ricchi di nitrati e sale. Cerca di preferire quelli più magri, come la bresaola; riducine le quantità (lo so che è dura: io adoro il salame) e accompagnali sempre con dosi extra di verdura.
  • Zuccheri, bibite e farine raffinate. Consumi più zuccheri di quanto non pensi, dove per zuccheri intendo l’intera famiglia dei carboidrati. Tutti i prodotti da forno, soprattutto quelli industriali (bauletti di pane, focacce e pizze confezionate, grissini) ti portano a consumare più carboidrati di quanto credi, e quelli in eccesso vengono trasformati e depositati nel fegato in riserve di grasso che verranno (forse) utilizzate in un secondo momento dal corpo. Quindi, anche un eccesso di carboidrati spalanca le porte al rischio di steatosi. Scegli un solo tipo di carboidrato per pasto (pasta o riso o pane o pizza o focaccia) e accompagnalo sempre con tanta tantissima verdura.

I 12 amici del fegato.

Tutti questi ortaggi e frutti hanno proprietà purificanti e detossinanti. Abituati a portarli sulla tua tavola il più possibile.

  • Il carciofo. Stimola la secrezione della bile e ne facilita il drenaggio nei dotti epatici; favorisce l’eliminazione dell’acido urico e delle tossine generate dai grassi; riduce il livello di trigliceridi nel sangue; e ricco di antiossidanti che combattono i radicali liberi; combatte la formazione dei calcoli biliari. Ottimo crudo, tagliato a fettine sottili accompagnato da acciughe e una spolverata di prezzemolo, e condito con olio EVO e un pizzico di pepe;  buonissimo anche solo lessato con acqua minerale o filtrata, così da poterla bere dopo i pasti o da utilizzare per un risotto. Cerca di consumarlo almeno tre volte a settimana
  • Cicoria, radicchio, indivia, rucola e altre erbe amare sono un ottimo detossinante; fonte eccellente  di vitamine A, B, C e di calcio, ferro, potassio e fosforo. Grandi amiche non solo del fegato ma anche di reni e intestino, sono buonissime con una spruzzata di olio e limone.
  • Le carote. Uno degli ortaggi più utili al fegato grazie al betacarotene e all’acido folico che abbassano il colesterolo nel sangue. Mangiane un paio crude all’inizio di ogni pasto (magari mentre cuoci la pasta), il tuo fegato te ne sarà grato a vita.
  • Le mele. Meglio se consumate con la buccia, facilitano l’eliminazione dei grassi in eccesso, degli acidi urici e abbassano il colesterolo. Ideale come spuntino a metà mattina o pomeriggio, le mele sono ottimi ingredienti nei centrifugati.
  • Il the verde. Un ricchissimo concentrato di antiossidanti, vitamine e minerali, che favorisce il controllo e la sintesi del colesterolo. Abituati a berne una tazza al giorno, durante uno spuntino o come ingrediente di una tisana. Bere molti liquidi è fondamentale per tenere pulito il fegato.
  • Cavoli, broccoli, cavolfiore. Sono ricchissimi di composti dello zolfo, l’oligominerale detossinante del fegato per eccellenza. Meglio mangiarli crudi, o comunque cotti per poco tempo (per evitare i cattivi odori in cottura, aggiungi un po’di aceto)
  • Limoni, arance, pompelmi. Di tutti gli agrumi, sono quelli più indicati per tenere pulito il fegato. Sono dei veri e propri protettori della ghiandola epatica, perché neutralizzano efficacemente le scorie generate dal metabolismo, in particolare da quello delle proteine animali.
  • Barbabietola rossa.  Decongestiona il fegato e la colecisti; favorisce l’eliminazione delle tossine ed è un potentissimo disintossicante, motivo per cui è bene mangiarne soprattutto dopo l’uso prolungato di farmaci. Buonissima cotta al vapore e condita con olio, limone, pepe e un pizzico di senape in polvere; è anche un eccellente ingrediente nei centrifugati: insieme alla mela e allo zenzero crea una vera e propria bomba detox.
  • Cardo mariano. Libera da scorie e tossine il fegato, soprattutto ne rinnova i tessuti logorati dagli eccessi alimentari, perché stimola la capacità di recupero delle cellule epatiche. Le sue caratteristiche, rendono il cardo mariano uno dei rimedi fitoterapici per eccellenza.
  • Curcuma. Questa spezia migliora la digestione, purifica il sangue e stimola la rigenerazione del fegato, aiutandolo a superare i danni causati dalle cattive abitudini a tavola, dai farmaci, e dallo stress. Associato al cardo mariano, è il più potente rimedio fitoterapico per proteggere il fegato.

Naturalmente è inverosimile che tu da domani o da stasera stessa inizi a mangiare tutti questi cibi e abbandoni in un colpo solo tutte le cattive abitudini alimentari. E anche se ci riuscissi, durerebbe poco.

I cambiamenti veri, quelli efficaci, non accadono istantaneamente, bensì sono frutto di un percorso, un percorso che può essere anche veloce, ma non istantaneo.

Se vuoi stare bene, devi fare in modo che le buone abitudini alimentari diventino una costante della tua vita.

Il primo e fondamentale passo che devi assolutamente compiere è quello di decidere una volta per tutte di prenderti cura di te ogni giorno, ogni giorno, ogni giorno.

L’obiettivo che devi darti per cambiare davvero è: stare bene.

Punto.

Non è perdere qualche kilo, rientrare nei jeans, nel vestito elegante…NO.

L’obiettivo è stare bene. E puoi iniziare subito il tuo percorso iscrivendoti al Blog e al nostro gruppo FB.

La salute è una scelta quotidiana e non una parentesi tra un periodo di lavoro stressante e le prossime vacanze di Natale, Pasqua o Ferragosto.

Scambiando l’ordine dei fattori, il prodotto…CAMBIA!

Abbina i cibi in modo efficace.

Ecco il terzo dei Buonissimi 7, i principi che ho elaborato per mantenere i risultati raggiunti con una sana alimentazione.

“Non mangio schifezze, anzi! Seleziono con curo il cibo, faccio anche faticose rinunce…ma non vedo alcun risultato. Anzi, ho anche ripreso qualche kilo!”

Io mi trovavo in questa situazione fino a un paio di anni fa. Cercavo di moderare le quantità, usavo solo cibi e condimenti di qualità, pochissime concessioni, anzi, quasi nessuna.

Eppure ero sempre gonfia, un po’ paciocca, con quei jeans che sembravano restringersi sempre un po’ di più.

Poi, nella mia continua ricerca e studio, ho scoperto la chiave che ha rivoluzionato definitivamente il mio modo di mangiare, ed ha aperto la strada ai successi alimentari di cui ti ho parlato in precedenza.

Non esistono cibi dannosi in assoluto. Gonfiore addominale, fermentazioni, accumulo di tossine dannose per il sistema immunitario e per la linea, ristagni e ritenzione idrica sono tutte conseguenze di pessime combinazioni tra i cibi.

L’assimilazione dei nutrienti è un processo delicato e complesso, che richiede un perfetto equilibrio tra gli enzimi e succhi gastrici coinvolti nella digestione.

Questo meccanismo si inceppa ogni volta che gli alimenti – sebbene di ottima qualità presi singolarmente – vengono abbinati male gli uni con gli altri.

Poiché ogni alimento ha il suo percorso digestivo, il segreto per ottenere benefici con sane scelte alimentari, è quello di abbinare i cibi che non si ostacolano fra loro durante la digestione.

Come sempre, non ti sto proponendo una rivoluzione dall’oggi al domani, né un trattato alimentare di 2000 pagine.

Iniziamo a piccoli passi, con alcune indicazioni di base che puoi fare tue da subito e applicare oggi stesso al tuo prossimo pasto, senza eliminare nulla; ma semplicemente suddividendo i cibi in pasti diversi. Seguiranno molti approfondimenti su questo tema, è bene muoversi un passo alla volta.

L’obiettivo è sempre quello di portare dei cambiamenti duraturi, non brevi parentesi che lasciano il tempo che trovano.

Iniziamo dagli abbinamenti che andrebbero ridotti ai minimi termini (per non dire evitati in assoluto), perché pesano sulla digestione.

1. Amidi + Acidi. Cereali, pasta, riso, pane, patate, pizza sono carboidrati complessi che richiedono una ambiente digestivo poco acido. Per questo è opportuno non accompagnarli con elementi acidi come l’aceto, il vino la birra o la frutta acida, che ne rallentano la digestione.

2.Proteine + Grassi animali. Il classico abbinamento carne-burro è un vero e proprio macigno per la nostra digestione. Nel nostro stomaco i grassi rallentano la secrezione gastrica e avvolgono le proteine ostacolando l’azione degli enzimi. risultato: digestione lentissima e permanenza dannosa delle proteine nello stomaco.

3.Proteine + proteine. Carne, pesce, uova, e formaggi hanno processi digestivi molto diversi tra loro. Mangiarli nello stesso pasto comporta un pericoloso rallentamento della digestione, che favorisce lo sviluppo di tossine dannose per la salute. Meglio quindi scegliere una solo tipologia di proteine per pasto (o carne, o pesce, o uova, o formaggi).

4.Carboidrati + carboidrati. Come le proteine, anche i carboidrati hanno processi digestivi differenti tra loro: la digestione dei carboidrati complessi inizia in bocca, con la masticazione; quella dei carboidrati semplici, invece, direttamente nell’intestino. Se mischiati nello stesso pasto gli zuccheri semplici nell’attesa di essere digeriti, fermentano e causano gonfiore addominale. Un esempio è quello della frutta dolce mangiata dopo un piatto di pasta.

5.Carboidrati + Proteine. Pasta, riso, pane e patate hanno bisogno di una ambiente basico; carne, uova, pesce, formaggi di un ambiente acido. La digestione di queste due categorie di cibi è completamente opposta, e causa fermentazioni e accumulo di tossine. Il classico ragù di carne (buonissimo) come il tradizionale menù fatto di primo e secondo, sono nemici di una buona digestione, e richiedono un cambio importante delle nostre abitudini alimentari.

Stai passando in rassegna tutti i piatti e i menù che hai sempre mangiato senza sapere quanto fossero dannosi?

Ti capisco: l’ho fatto anch’io all’inizio, e non ero molto contenta. Mi sembrava una rivoluzione inapplicabile, fino a quando non ho considerato le combinazioni salutari.

Ecco quelle di base, tutte con le verdure (che caso, eh?).

1.Proteine animali + Verdure. Un grande classico: pesce o carne con insalata o ortaggi, una ottimo abbinamento molto gradito alla nostra digestione. L’accostamento ideale è con verdure come spinaci, broccoli, asparagi, fagiolini, zucca, lattuga, sedano, scarola, indivia, cetrioli, ravanelli e cipolle.

2. Carboidrati + Verdure. Pasta, riso e pane vanno d’amore e d’accordo con le verdure, sia cotte che crude. Il matrimonio migliore è con carote, cavolfiore, cavolo rapa, barbabietole e con legumi come piselli e fagioli. Un po’ combattuto l”abbinamento con il pomodoro, per via della sua acidità. Un buon piatto di riso integrale e piselli, accompagnato da un pizzico di curcuma e pepe, e magari preceduto da un’insalata è un’ottimo pranzo, sia a casa che in ufficio.

3.Legumi + Verdure. Spesso dimentichiamo che le proteine sono anche di origine vegetale, e che con i legumi si possono realizzare piatti ottimi sia per il palato che par la digestione. Il matrimonio migliore è con le verdure che vanno d’accordo con le proteine animali; una buona idea da portare in tavola è un piatto unico a base di ceci o fagioli, accompagnati da lattuga, sedano, pomodorini, cetrioli, e accompagnati da una piccola fetta di pane integrale (meglio tostato).

Puoi iniziare questa sera stessa a fare qualche piccola variazione alla tua cena. Non la rivoluzione copernicana, ma piccoli accorgimenti nella direzione giusta.

Le buone abitudini si acquisiscono un passo alla volta. Magari per alcuni possono essere passi lenti, per altri molto veloci. Ma in nessun caso saranno passi istantanei.

Sperimenta nuovi abbinamenti e scopri nuovi sapori; condividi con noi le tue ricette: saremo ben lieti di pubblicarle nel nostro ricettario.

Tanto sapore, pochissimo sale: fantascienza o bellissima realtà?

Diminuisci il sale usando le spezie.

Questo il secondo dei Buonissimi 7, i principi che ho elaborato per mantenere i risultati raggiunti con una sana alimentazione.

Sì lo so: ci sono tanti benefici ma senza sale il cibo perde sapore.

D’altronde, il problema più grande con le diete è proprio questo: piatti insipidi e sciapi, che non sanno di nulla.

Questa era anche una mia convinzione fino a poco tempo fa.

Davvero.

Io inorridivo, col viso anche un po’ schifato, davanti a chi mi diceva che mangiava la pasta senza sale.

Poi è successo qualcosa. Una sera ho deciso di cimentarmi in un piatto di pollo alla messicana. Ero intenta a seguire la ricetta nei minimi particolari, seguendo passo passo tutti i punti. Sono arrivata tutta contenta a fine cottura, tra un assaggio e l’altro, soddisfatta del risultato raggiunto. Mi sono goduta quel mio primo piatto messicano, ed ero così contenta che ho chiamato una mia amica per condividere questo risultato.

Quando le ho descritto i passaggi mi sono resa conto…di non aver usato il sale!

E il mio piatto era tutto, tranne che insipido, te lo assicuro.

Quello è stato il momento in cui ho realizzato che il gusto si può ottenere anche con altri ingredienti.

Quello è stato il momento in cui ho scoperto il potere delle spezie.

Da quella sera sono passati quasi 8 anni, e da allora ho sempre provato nuove spezie e nuove combinazioni, tanti amici sono venuti a cena da me, nessuno si è mai accorto della quasi completa mancanza di sale nei miei piatti.

Certo, non ho eliminato il sale dalla mia cucina dall’oggi al domani; ho anche fatto diversi esperimenti prima di trovare i giusti equilibri con le spezie (quanti piatti troppo pungenti, troppo piccanti o troppo agri ho mandato giù!!).

Ma di sicuro non c’è voluto tanto tempo e sicuramente ne valsa la pena: praticamente risolto il problema della ritenzione idrica e ridotta di parecchio la pelle a buccia d’arancia.

Interessante risultato, non trovi?

Voglio subito tranquillizzarti su una cosa: in questo articolo non rivoluzionerò i tuoi gusti.

Più semplicemente ti presenterò alcune spezie e loro combinazioni più efficaci, che potrai inserire subito nei tuoi piatti, senza stravolgere le abitudini del tuo palato. Solo un cambiamento graduale, infatti, porta a risultati duraturi.

Esistono tantissime varietà di spezie, ma possiamo individuare due efficaci tratti in comune: aiutano a ridurre il sale e altri condimenti grassi; e stimolano il metabolismo.

Ecco per te 4 abbinamenti facili da trovare in commercio e semplici da usare in cucina.

1.Curcuma e Pepe NeroLa coppia d’oro che stimola il metabolismo, attiva gli enzimi che trasformano il grasso in energia, e tiene a bada gli zuccheri.

In particolare, la curcuma stimola l’organismo a liberare i grassi accumulati come riserva, e a consumarli per produrre energia. Inoltre favorisce la produzione della bile, aiutando il fegato a metabolizzare i grassi ingeriti. (ATTENZIONE: per questa sua caratteristica, la curcuma va usata con attenzione da chi ha problemi epatici o alla colecisti).

Inoltre, la curcumina – il suo principio attivo – protegge le cellule dallo stress ossidativo e aiuta a ridurre l’assorbimento degli zuccheri, limitando i picchi glicemici.

Il pepe nero, dal canto suo, è efficace sia per aumentare il corretto assorbimento delle vitamine e dei minerali, sia per bruciare più calorie, grazie al ruolo che svolge nella stimolazione della termogenesi.

Usate insieme, queste spezie si rinforzano a vicenda, amplificando i loro benefici effetti; è sufficiente una spolverata di pepe nero rispetto a un cucchiaino di curcuma.

In cucina: il calore è nemico dei loro principi attivi, quindi è meglio aggiungere queste due spezie a fine cottura. Io le uso regolarmente per insaporire il riso o la pasta (stemperando la curcuma in un po’d’acqua tiepida) e il passato di verdure; ottimi anche nella vinagrette per condire l’insalata, le carni bianche e il pesce azzurro.

2.Cumino e Cardamomo – la coppia che contrasta le fermentazioni intestinali.

Sono le spezie che proteggono più efficacemente l’intestino, proteggendolo dalle fermentazioni e dalle infiammazioni.

Entrambe hanno ottime proprietà digestive: aiutano il metabolismo dei grassi, riducono le tensioni addominali, combattono il meteorismo, e contrastano la sindrome da colon irritabile (il cumino soprattutto).

In cucina: i semi di cumino, leggermente tostati, sono ottimi per accompagnare piatti in umido e in generale piatti di carne. Possono essere aggiunti anche ai cereali nelle insalate fredde (orzo, farro, riso). Le bacche di cardamomo, dal sapore fresco e pungente, sono perfette con il riso, le carni bianche, e le verdure. Insieme sono fantastici con ceci, fagioli e soprattutto con le lenticchie (vanno aggiunti durante la cottura): oltre a dare sapore riducono tutti gli “effetti collaterali” dei legumi, come il meteorismo e la tensione addominale.

3. Chiodi di garofano e Noce moscata – gli specialisti della depurazione.

Accomunati dall’aroma dolce e pungente, queste due spezie hanno efficaci proprietà detossinanti grazie all’eugenolo, il principio attivo che aiuta il buon funzionamento di fegato e reni. In questo modo migliora il metabolismo dei nutrienti e si riducono i gonfiori.

In cucina: entrambi vanno usati con parsimonia, altrimenti coprono i sapori invece di valorizzarli. Particolare attenzione con la noce moscata, che in dosi eccessive (superiori a 5 grammi) può portare febbre e nausea. Per questo è meglio acquistarli interi. I chiodi di garofano sono ottimi con gli arrosti e con alcune verdure dolci, come carote, zucchine e cipolle. La noce moscata è perfetta con le verdure stufate e con il purè; interessante il risultato che puoi ottenere sulla frutta cotta. Ricordati di grattugiarla al momento dell’uso, per evitare dosi eccessive e preservarne l’aroma.

4. Peperoncino e zenzero – gli aromi che spengono le infiammazioni.

Accomunati dalla nota piccante, più delicata nello zenzero, più pungente nel peperoncino, queste spezie fanno bene non solo per la loro potente azione antinfiammatoria, paragonabile a quella dei farmaci.

Entrambi, infatti, sono termogenici: per essere assimilati richiedono un dispendio di energia che innalza il metabolismo basale. Inoltre, il peperoncino aumenta l’afflusso di sangue nei tessuti indeboliti e infiltrati dal grasso, ossigenando le cellule adipose e migliorando la circolazione: le gambe sono più leggere e si riduce il senso di stanchezza.

In cucina: possono essere utilizzati sia freschi che secchi, interi o in polvere (in questo caso il loro effetto è amplificato). Una spolverata di zenzero è ottima sulle vellutate, di carote e zucca in particolare, o sulle carni bianche. Il peperoncino si sposa bene con i condimenti (io lo uso nel sugo di pomodoro e a volte lo aggiungo alla vinagrette per condire le insalate). Attenzione alle dosi: troppo zenzero e troppo peperoncino rendono i piatti quasi immangiabili.

Ora tocca a te: inizia oggi stesso a usare un pizzico di sale in meno e un pizzico di spezie in più.

Abituati piano piano a nuovi sapori. Sperimenta nuove ricette, e se ti fa piacere condividile con noi.

Sarà un piacere inserirle nel nostro ricettario!