fegato sano anche in compagnia: Tris di primi che fanno bene

Con il sesto principio dei Buonissimi 7 ti ho parlato di come essere in compagnia e mangiare bene sono due cose che vanno molto d’accordo. Se ti sei persa l’articolo, lo trovi qui Facciamo una rivoluzione?.

Se mi segui, forse sai già cosa sto per dirti: mettiamolo in pratica!

Brava! Ormai sai benissimo che conoscere non basta, bisogna applicare.

E allora vediamo subito tre ricette che faranno felice il tuo fegato, e daranno grandi soddisfazioni al palato dei tuoi amici.

Sformato di carciofi al parmigiano.

Ingredienti per 2 persone.

500 g di patate

200 g di carciofi in spicchi (anche surgelati)

300 g di ricotta magra

3 cucchiai di parmigiano grattugiato

1 cucchiaio di olio EVO

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

Lessa carciofi e patate, in due pentole diverse. Sbuccia e schiaccia le patate, poi unisci la ricotta, il parmigiano, l’olio e aggiungi sale (un pizzico) e pepe. Prendi due stampi monoporzioni, ricoprili con carta da forno, quindi fai uno strato di patate, uno di carciofi, e un ultimo strato di patate. Dai un’ultima spolverata di parmigiano sulla superficie e inforna a 180° per 30 minuti.

Perché fa bene. Un piccolo piatto con tanti benefici, unisce le proprietà disintossicanti dei carciofi, a quelle depurative delle fibre e del potassio contenute sempre nei carciofi e nelle patate, insieme al calcio e alle proteine della ricotta e del parmigiano.

Crema di carciofi allo yogurt.

Ingredienti per 2 persone

6 Carciofi (anche surgelati)

1 cipolla

3 patate

1 litro d’acqua

125 g yogurt intero naturale

1 cucchiaio di olio EVO

sale e papa q.b.

PREPARAZIONE

Pulisci e affetta finemente i carciofi; poi cuocili in un tegame per 10 minuti insieme all’olio e alla cipolla tritata. Quindi aggiungi l’acqua e le patate sbucciate e tagliate a dadini; sala leggermente e lascia cuocere per altri 40 minuti. A questo punto passa le verdure al setaccio, e mescolando delicatamente unisci lo yogurt aggiungi il pepe prima di servire.

Perché fa bene. Un concentrato di benessere contro il colesterolo e i trigliceridi; protegge il fegato e anche il cuore dai grassi nocivi. E in più favorisce la regolarità intestinale grazie allo yogurt.

Riso rosso con lenticchie e curry.

Ingredienti per 2 persone.

120g riso rosso integrale

300 g di lenticchie lessate

1 cucchiaino di curry

1 cipolla

1 ciuffo di prezzemolo fresco

1 cucchiaio di olio EVO

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

In acqua leggermente salata, lessa il riso; nel frattempo fai appassire la cipolla tritata finemente con l’olio e poi aggiungi il curry. Mescola bene e aggiungi le lenticchie lessate e un po’ d’acqua caldo; continua la cottura per 10 minuti circa. Scola il riso al dente e uniscilo alle lenticchie, lascia insaporire e servi aggiungendo il prezzemolo tritato e una macinata di pepe nero.

Perché fa bene. Un piatto che tiene lontani i grassi e gli zuccheri dal fegato grazie alle fibre dei legumi e del riso rosso. Vitamina C del prezzemolo e i flavonoidi della cipolla fanno il resto, con la loro preziosa azione rigenerante.

pasta e riso che piacciono tanto al tuo fegato

Cuore pulsante del nostro benessere (Star bene mangiando: ci vuole un gran fegato!) il fegato è anche una buona forchetta, anche se non ama fritture e grassi.

Ecco un tris di primi piatti gustosi per averne cura.

Risotto allo scalogno e curcuma.

Ingredienti per 2 persone.

120 g di riso Arborio (meglio se integrale)

1 scalogno tritato

1 presa di curcuma

1 cucchiaio di olio EVO

Brodo vegetale e pepe nero q.b

PREPARAZIONE

Versa l’olio in un tegame, e quando è caldo aggiungi lo scalogno; lascia appassire e quindi unisci il riso mescolando per un minuto circa. Porta a cottura il riso unendo poco brodo per volta; un paio di minuti prima di togliere il riso dal fuoco, aggiungi la curcuma sciolta in un cucchiaio d’acqua e una presa di pepe nero. Mescola bene un’ultima volta e servi.

Perché fa bene. Il potente abbinamento di curcuma e pepe nero depura e rigenera il fegato; lo scalogno fornisce composti a base di zolfo che il fegato usa per diluire le sostanze nocive ed eliminarle più facilmente.

Spaghetti alle erbe aromatiche.

Ingredienti per 2 persone:

120 g di spaghetti (meglio se integrali)

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

1 cucchiaino di timo tritato

1 cucchiaiono di rosmarino tritato

1 peperoncino

1 cucchiaio di olio EVO

Sale e pepe nero q.b.

PREPARAZIONE

Fai lessare gli spaghetti in acqua leggermente salata. Scolali al dente e versali in un tegame con l’olio già sul fuoco. Mescolando continuamente, unisci le erbe aromatiche e il peperoncino a tocchetti, lascia insaporire per qualche minuto. Servi la pasta spolverizzando al momento con il pepe nero.

Perché fa bene. Il prezzemolo, potente antiossidante e fonte di vitamina C, il rosmarino, anticolesterolo e antistress, e il timo con la sua azione bruciagrassi, formano un tris erbe che favorisce la disintossicazione del fegato.

Rigatoni agli spinaci.

Ingredienti per 2 persone:

120 g di rigatoni, meglio se integrali

300 g di spinaci (vanno bene anche surgelati)

1 cipolla piccola

1 spicchio d’aglio

1 cucchiaio di olio EVO

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

Lessa gli spinaci in poca acqua, strizzali e tritali. Fai appassire la cipolla tritata e l’aglio nell’olio e fai insaporire per 5 minuti. Lessa la pasta in acqua leggermente salata, conserva 2 o 3 cucchiai di acqua di cottura e scolala al dente. Unisci l’acqua di cottura e la pasta agli spinaci e fai saltare per qualche minuto in padella. Servi con una macinata di pepe nero.

Perché fa bene. Un primo che sazia e depura, stimolando la peristalsi intestinale e proteggendo il fegato. In più, è un piatto a ridotto contenuto di zuccheri, quindi non causa picchi glicemici.

Le combinazioni Alimentari: le coppie vincenti

Nell’articolo precedente ti ho parlato dei falsi amici, quei cibi che da soli fanno bene, ma che abbinati annullano le loro proprietà benefiche, e appesantiscono la digestione.

Oggi vediamo invece quelle coppie che amplificano le proprietà benefiche dei cibi che le compongono, e che per questo vanno portate a tavola spesso.

Lenticchie e limone

Limone e legumi. Il limone permette di assimilare le vitamine del gruppo B dei legumi. Aggiungere succo di limone nella preparazione di zuppe o creme a base di ceci o lenticchie è quindi ottimo non solo per il sapore, ma anche per i benefici del piatto. Un altro risultato lo ottieni mettendo i legumi in ammollo per una notte in acqua e succo di limone: non solo assorbi meglio le vitamine del gruppo B, ma elimini i filati dei legumi (che riducono l’assorbimento dei sali minerali)

Pomodori e olio EVO. La mia coppia preferita. Un vero matrimonio perfetto quello tra i pomodori, crudi e cotti, con l’olio extravergine d’oliva, poiché il licopene dei pomodori è liposolubile, quindi ha bisogno di un grasso per essere meglio assorbito. L’olio è sufficiente in piccole quantità, e va aggiunto rigorosamente a crudo.

Pomodoro e olio EVO

Agrumi e verdure. la vitamina C degli agrumi favorisce l’assorbimento del ferro contenuto nei vegetali, in particolare bietole, cavoli, rucola, e spinaci. Non dimentichiamoci del ferro contenuto nella carne, motivo per cui è bene aggiungere del succo di limone al condimento che l’accompagna.

Insalata di rucola e arancia

Curcuma e pepe nero. Abbiamo visto con il secondo dei Buonissimi 7 le proprietà e i benefici di molte spezie. Fra le tante, questa coppia è tra le più efficaci perché tutte le proprietà benefiche della curcumina – antiossidante, antiage, abbassa il colesterolo, riduce l’assorbimento dei grassi – vengono attivate dal pepe nero. Particolarmente adatta a condire carote e zucca, perché favorisce l’assimilazione del betacarotene.

Curcuma e pepe nero

Erbe aromatiche e insalata. Non solo le spezie, ma anche le erbe aromatiche amplificano il potere antiossidante dei vegetali. Arricchire le insalate con rosmarino, salvia, maggiorana, origano, ti permette di aggiungere sapore facendo a meno del sale, e a contrastare l’effetto dei radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.

Erbe aromatiche
Limone e the

Limone e the. L’azione antinvecchiamento delle catechine antiossidanti del the (soprattutto del the verde) vengono potenziate dalla vitamina C del limone. Quindi, è bene bere del buon the con una spruzzata di limone e non con il latte, che ne annulla i benefici.

Come i Falsi Amici dell’articolo precedente, anche queste coppie sono comuni, e probabilmente le hai già portate sulla tua tavola.

Come vedi, mangiare bene non ha bisogno di mirabolanti ricette e sconvolgenti cambiamenti, ma solo di un pizzico di attenzione, disciplina e consapevolezza in più.

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Scambiando l’ordine dei fattori, il prodotto…CAMBIA!

Abbina i cibi in modo efficace.

Ecco il terzo dei Buonissimi 7, i principi che ho elaborato per mantenere i risultati raggiunti con una sana alimentazione.

“Non mangio schifezze, anzi! Seleziono con curo il cibo, faccio anche faticose rinunce…ma non vedo alcun risultato. Anzi, ho anche ripreso qualche kilo!”

Io mi trovavo in questa situazione fino a un paio di anni fa. Cercavo di moderare le quantità, usavo solo cibi e condimenti di qualità, pochissime concessioni, anzi, quasi nessuna.

Eppure ero sempre gonfia, un po’ paciocca, con quei jeans che sembravano restringersi sempre un po’ di più.

Poi, nella mia continua ricerca e studio, ho scoperto la chiave che ha rivoluzionato definitivamente il mio modo di mangiare, ed ha aperto la strada ai successi alimentari di cui ti ho parlato in precedenza.

Non esistono cibi dannosi in assoluto. Gonfiore addominale, fermentazioni, accumulo di tossine dannose per il sistema immunitario e per la linea, ristagni e ritenzione idrica sono tutte conseguenze di pessime combinazioni tra i cibi.

L’assimilazione dei nutrienti è un processo delicato e complesso, che richiede un perfetto equilibrio tra gli enzimi e succhi gastrici coinvolti nella digestione.

Questo meccanismo si inceppa ogni volta che gli alimenti – sebbene di ottima qualità presi singolarmente – vengono abbinati male gli uni con gli altri.

Poiché ogni alimento ha il suo percorso digestivo, il segreto per ottenere benefici con sane scelte alimentari, è quello di abbinare i cibi che non si ostacolano fra loro durante la digestione.

Come sempre, non ti sto proponendo una rivoluzione dall’oggi al domani, né un trattato alimentare di 2000 pagine.

Iniziamo a piccoli passi, con alcune indicazioni di base che puoi fare tue da subito e applicare oggi stesso al tuo prossimo pasto, senza eliminare nulla; ma semplicemente suddividendo i cibi in pasti diversi. Seguiranno molti approfondimenti su questo tema, è bene muoversi un passo alla volta.

L’obiettivo è sempre quello di portare dei cambiamenti duraturi, non brevi parentesi che lasciano il tempo che trovano.

Iniziamo dagli abbinamenti che andrebbero ridotti ai minimi termini (per non dire evitati in assoluto), perché pesano sulla digestione.

1. Amidi + Acidi. Cereali, pasta, riso, pane, patate, pizza sono carboidrati complessi che richiedono una ambiente digestivo poco acido. Per questo è opportuno non accompagnarli con elementi acidi come l’aceto, il vino la birra o la frutta acida, che ne rallentano la digestione.

2.Proteine + Grassi animali. Il classico abbinamento carne-burro è un vero e proprio macigno per la nostra digestione. Nel nostro stomaco i grassi rallentano la secrezione gastrica e avvolgono le proteine ostacolando l’azione degli enzimi. risultato: digestione lentissima e permanenza dannosa delle proteine nello stomaco.

3.Proteine + proteine. Carne, pesce, uova, e formaggi hanno processi digestivi molto diversi tra loro. Mangiarli nello stesso pasto comporta un pericoloso rallentamento della digestione, che favorisce lo sviluppo di tossine dannose per la salute. Meglio quindi scegliere una solo tipologia di proteine per pasto (o carne, o pesce, o uova, o formaggi).

4.Carboidrati + carboidrati. Come le proteine, anche i carboidrati hanno processi digestivi differenti tra loro: la digestione dei carboidrati complessi inizia in bocca, con la masticazione; quella dei carboidrati semplici, invece, direttamente nell’intestino. Se mischiati nello stesso pasto gli zuccheri semplici nell’attesa di essere digeriti, fermentano e causano gonfiore addominale. Un esempio è quello della frutta dolce mangiata dopo un piatto di pasta.

5.Carboidrati + Proteine. Pasta, riso, pane e patate hanno bisogno di una ambiente basico; carne, uova, pesce, formaggi di un ambiente acido. La digestione di queste due categorie di cibi è completamente opposta, e causa fermentazioni e accumulo di tossine. Il classico ragù di carne (buonissimo) come il tradizionale menù fatto di primo e secondo, sono nemici di una buona digestione, e richiedono un cambio importante delle nostre abitudini alimentari.

Stai passando in rassegna tutti i piatti e i menù che hai sempre mangiato senza sapere quanto fossero dannosi?

Ti capisco: l’ho fatto anch’io all’inizio, e non ero molto contenta. Mi sembrava una rivoluzione inapplicabile, fino a quando non ho considerato le combinazioni salutari.

Ecco quelle di base, tutte con le verdure (che caso, eh?).

1.Proteine animali + Verdure. Un grande classico: pesce o carne con insalata o ortaggi, una ottimo abbinamento molto gradito alla nostra digestione. L’accostamento ideale è con verdure come spinaci, broccoli, asparagi, fagiolini, zucca, lattuga, sedano, scarola, indivia, cetrioli, ravanelli e cipolle.

2. Carboidrati + Verdure. Pasta, riso e pane vanno d’amore e d’accordo con le verdure, sia cotte che crude. Il matrimonio migliore è con carote, cavolfiore, cavolo rapa, barbabietole e con legumi come piselli e fagioli. Un po’ combattuto l”abbinamento con il pomodoro, per via della sua acidità. Un buon piatto di riso integrale e piselli, accompagnato da un pizzico di curcuma e pepe, e magari preceduto da un’insalata è un’ottimo pranzo, sia a casa che in ufficio.

3.Legumi + Verdure. Spesso dimentichiamo che le proteine sono anche di origine vegetale, e che con i legumi si possono realizzare piatti ottimi sia per il palato che par la digestione. Il matrimonio migliore è con le verdure che vanno d’accordo con le proteine animali; una buona idea da portare in tavola è un piatto unico a base di ceci o fagioli, accompagnati da lattuga, sedano, pomodorini, cetrioli, e accompagnati da una piccola fetta di pane integrale (meglio tostato).

Puoi iniziare questa sera stessa a fare qualche piccola variazione alla tua cena. Non la rivoluzione copernicana, ma piccoli accorgimenti nella direzione giusta.

Le buone abitudini si acquisiscono un passo alla volta. Magari per alcuni possono essere passi lenti, per altri molto veloci. Ma in nessun caso saranno passi istantanei.

Sperimenta nuovi abbinamenti e scopri nuovi sapori; condividi con noi le tue ricette: saremo ben lieti di pubblicarle nel nostro ricettario.

Tanto sapore, pochissimo sale: fantascienza o bellissima realtà?

Diminuisci il sale usando le spezie.

Questo il secondo dei Buonissimi 7, i principi che ho elaborato per mantenere i risultati raggiunti con una sana alimentazione.

Sì lo so: ci sono tanti benefici ma senza sale il cibo perde sapore.

D’altronde, il problema più grande con le diete è proprio questo: piatti insipidi e sciapi, che non sanno di nulla.

Questa era anche una mia convinzione fino a poco tempo fa.

Davvero.

Io inorridivo, col viso anche un po’ schifato, davanti a chi mi diceva che mangiava la pasta senza sale.

Poi è successo qualcosa. Una sera ho deciso di cimentarmi in un piatto di pollo alla messicana. Ero intenta a seguire la ricetta nei minimi particolari, seguendo passo passo tutti i punti. Sono arrivata tutta contenta a fine cottura, tra un assaggio e l’altro, soddisfatta del risultato raggiunto. Mi sono goduta quel mio primo piatto messicano, ed ero così contenta che ho chiamato una mia amica per condividere questo risultato.

Quando le ho descritto i passaggi mi sono resa conto…di non aver usato il sale!

E il mio piatto era tutto, tranne che insipido, te lo assicuro.

Quello è stato il momento in cui ho realizzato che il gusto si può ottenere anche con altri ingredienti.

Quello è stato il momento in cui ho scoperto il potere delle spezie.

Da quella sera sono passati quasi 8 anni, e da allora ho sempre provato nuove spezie e nuove combinazioni, tanti amici sono venuti a cena da me, nessuno si è mai accorto della quasi completa mancanza di sale nei miei piatti.

Certo, non ho eliminato il sale dalla mia cucina dall’oggi al domani; ho anche fatto diversi esperimenti prima di trovare i giusti equilibri con le spezie (quanti piatti troppo pungenti, troppo piccanti o troppo agri ho mandato giù!!).

Ma di sicuro non c’è voluto tanto tempo e sicuramente ne valsa la pena: praticamente risolto il problema della ritenzione idrica e ridotta di parecchio la pelle a buccia d’arancia.

Interessante risultato, non trovi?

Voglio subito tranquillizzarti su una cosa: in questo articolo non rivoluzionerò i tuoi gusti.

Più semplicemente ti presenterò alcune spezie e loro combinazioni più efficaci, che potrai inserire subito nei tuoi piatti, senza stravolgere le abitudini del tuo palato. Solo un cambiamento graduale, infatti, porta a risultati duraturi.

Esistono tantissime varietà di spezie, ma possiamo individuare due efficaci tratti in comune: aiutano a ridurre il sale e altri condimenti grassi; e stimolano il metabolismo.

Ecco per te 4 abbinamenti facili da trovare in commercio e semplici da usare in cucina.

1.Curcuma e Pepe NeroLa coppia d’oro che stimola il metabolismo, attiva gli enzimi che trasformano il grasso in energia, e tiene a bada gli zuccheri.

In particolare, la curcuma stimola l’organismo a liberare i grassi accumulati come riserva, e a consumarli per produrre energia. Inoltre favorisce la produzione della bile, aiutando il fegato a metabolizzare i grassi ingeriti. (ATTENZIONE: per questa sua caratteristica, la curcuma va usata con attenzione da chi ha problemi epatici o alla colecisti).

Inoltre, la curcumina – il suo principio attivo – protegge le cellule dallo stress ossidativo e aiuta a ridurre l’assorbimento degli zuccheri, limitando i picchi glicemici.

Il pepe nero, dal canto suo, è efficace sia per aumentare il corretto assorbimento delle vitamine e dei minerali, sia per bruciare più calorie, grazie al ruolo che svolge nella stimolazione della termogenesi.

Usate insieme, queste spezie si rinforzano a vicenda, amplificando i loro benefici effetti; è sufficiente una spolverata di pepe nero rispetto a un cucchiaino di curcuma.

In cucina: il calore è nemico dei loro principi attivi, quindi è meglio aggiungere queste due spezie a fine cottura. Io le uso regolarmente per insaporire il riso o la pasta (stemperando la curcuma in un po’d’acqua tiepida) e il passato di verdure; ottimi anche nella vinagrette per condire l’insalata, le carni bianche e il pesce azzurro.

2.Cumino e Cardamomo – la coppia che contrasta le fermentazioni intestinali.

Sono le spezie che proteggono più efficacemente l’intestino, proteggendolo dalle fermentazioni e dalle infiammazioni.

Entrambe hanno ottime proprietà digestive: aiutano il metabolismo dei grassi, riducono le tensioni addominali, combattono il meteorismo, e contrastano la sindrome da colon irritabile (il cumino soprattutto).

In cucina: i semi di cumino, leggermente tostati, sono ottimi per accompagnare piatti in umido e in generale piatti di carne. Possono essere aggiunti anche ai cereali nelle insalate fredde (orzo, farro, riso). Le bacche di cardamomo, dal sapore fresco e pungente, sono perfette con il riso, le carni bianche, e le verdure. Insieme sono fantastici con ceci, fagioli e soprattutto con le lenticchie (vanno aggiunti durante la cottura): oltre a dare sapore riducono tutti gli “effetti collaterali” dei legumi, come il meteorismo e la tensione addominale.

3. Chiodi di garofano e Noce moscata – gli specialisti della depurazione.

Accomunati dall’aroma dolce e pungente, queste due spezie hanno efficaci proprietà detossinanti grazie all’eugenolo, il principio attivo che aiuta il buon funzionamento di fegato e reni. In questo modo migliora il metabolismo dei nutrienti e si riducono i gonfiori.

In cucina: entrambi vanno usati con parsimonia, altrimenti coprono i sapori invece di valorizzarli. Particolare attenzione con la noce moscata, che in dosi eccessive (superiori a 5 grammi) può portare febbre e nausea. Per questo è meglio acquistarli interi. I chiodi di garofano sono ottimi con gli arrosti e con alcune verdure dolci, come carote, zucchine e cipolle. La noce moscata è perfetta con le verdure stufate e con il purè; interessante il risultato che puoi ottenere sulla frutta cotta. Ricordati di grattugiarla al momento dell’uso, per evitare dosi eccessive e preservarne l’aroma.

4. Peperoncino e zenzero – gli aromi che spengono le infiammazioni.

Accomunati dalla nota piccante, più delicata nello zenzero, più pungente nel peperoncino, queste spezie fanno bene non solo per la loro potente azione antinfiammatoria, paragonabile a quella dei farmaci.

Entrambi, infatti, sono termogenici: per essere assimilati richiedono un dispendio di energia che innalza il metabolismo basale. Inoltre, il peperoncino aumenta l’afflusso di sangue nei tessuti indeboliti e infiltrati dal grasso, ossigenando le cellule adipose e migliorando la circolazione: le gambe sono più leggere e si riduce il senso di stanchezza.

In cucina: possono essere utilizzati sia freschi che secchi, interi o in polvere (in questo caso il loro effetto è amplificato). Una spolverata di zenzero è ottima sulle vellutate, di carote e zucca in particolare, o sulle carni bianche. Il peperoncino si sposa bene con i condimenti (io lo uso nel sugo di pomodoro e a volte lo aggiungo alla vinagrette per condire le insalate). Attenzione alle dosi: troppo zenzero e troppo peperoncino rendono i piatti quasi immangiabili.

Ora tocca a te: inizia oggi stesso a usare un pizzico di sale in meno e un pizzico di spezie in più.

Abituati piano piano a nuovi sapori. Sperimenta nuove ricette, e se ti fa piacere condividile con noi.

Sarà un piacere inserirle nel nostro ricettario!

Ce li hai 57 secondi?

Inizia il pasto mangiando verdura fresca.

Questo il primo dei Buonissimi 7, i principi che ho elaborato per mantenere i risultati raggiunti con una sana alimentazione.

Benché sappiamo tutti che dobbiamo mangiare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno – nello specifico 3 di verdura e 2 di frutta – in pochi lo facciamo.

“Beh io ne mangio abbastanza sai?”

“Davvero? bene! Quanta più o meno?”

“……. mah….di preciso no lo so….ehm..”

“Arrivi a mangiarne almeno mezzo kilo?

“Ma no! così tanta no! Non ce la faccio a mangiarla. E poi non avrei nemmeno il tempo di prepararla tutta!

Le famose 3 porzioni di verdura corrispondono a 400-600 grammi, a seconda che si tratti di ortaggi (circa 200 grammi a porzione) o verdura in foglia (circa 100 grammi a porzione).

Ti sembrano troppe? Pensi di non farcela a mangiarle tutte e sempre?

In realtà è molto più semplice di quanto non sembri.

Siamo abituati a vedere la verdura con un contorno, un piccolo accompagnamento al piatto principale; ovvero, mangiamo la verdura sempre dopo qualcos’altro, quando ormai siamo quasi del tutto sazi.

Ed ecco il primo motivo per cui devi iniziare il pranzo e la cena con le verdure, meglio crude: è il momento in cui hai più fame, quindi non devi mangiarle a forza, e ti diventa più semplice aumentarne la quantità.

Ma non si tratta solo di questo.

Arrivando per prime nello stomaco, le verdure non dovranno aspettare la digestione di altri cibi – carboidrati e proteine – e in questo modo non fermenteranno. Detta in altri termini: riduci di parecchio il gonfiore addominale e assorbi tutte le vitamine contenute nelle verdure.

Le verdure poi, soprattutto quelle crude, attivano specifici enzimi che migliorano tutta la digestione, in particolare quella dei grassi. Quindi ti permettono di dire basta alla digestione lenta, quella che ti fa venire il classico coccolone post pranzo.

Ma non si tratta solo di enzimi.

Le verdure, in particolare le loro fibre, creano una barriera che riduce di molto l’assorbimento degli zuccheri, evitando i picchi glicemici.

Ricapitolando, una bella ciotola di verdure a inizio pasto:

– tiene lontano fermentazioni e gonfiori addominali;

– migliora l’assorbimento dei nutrienti;

– riduce i picchi glicemici;

– ti fa mangiare più verdure e ti sazi prima.

Sì, Simo, tutto molto bello. Ma l’idea di un’insalata all’inizio del pranzo mi fa strano. E poi ho ci vuole tempo per pulirle tutte

Ti dico la verità: nemmeno io mangio l’insalata a inizio pasto.

Ma non mi faccio mai mancare due carote e una manciata di pomodorini, magari mentre aspetto che l’acqua sia pronta per buttare la pasta.

Oppure, tre o quattro peperoncini dolci, belli colorati, e un fresco finocchio.

Due ciotole facili facili e soprattutto veloci da preparare: bastano 57 secondi, meno di un minuto per pulire un paio di carote, o un finocchio.

E se ci hai fatto caso, non hai bisogno di aggiungere olio o altri condimenti, che potrai quindi usare sulle altre pietanze senza aumentare i grassi del tuo pasto.

Quelle che ti ho descritto sono 300 grammi (minimo) di verdure, da sgranocchiare anche mentre prepari il pranzo o la cena. Sono quelle che io mangio più spesso, perché quelle sono le verdure che preferisco.

Perché non devi mai dimenticare l’assioma cardine di una sana alimentazione: il cibo deve piacere, i piatti devono essere buoni, assaporati con gusto.

Quindi comincia oggi stesso con le verdure che ti piacciono di più.

Pesale: togliti la curiosità di sapere quante ne mangi. E poi, condividi nei commenti i tuoi personali ciotoloni. Sarà divertente scoprire gusti e combinazioni diverse.

Buone verdure!!!