Integratori alimentari: servono o no?

Nei confronti degli integratori alimentari esiste molto scetticismo e parecchia disinformazione. Io per prima me ne tenevo alla larga fino a pochi anni fa, a causa soprattutto di una martellante quanto cattiva pubblicità (ne ho parlato in questo articolo https://cipiacestarebene.com/2020/03/16/lintegrazione-alimentare-questa-sconosciuta/).

Ma non si tratta solo di pubblicità.

Come afferma il dottor Filippo Ongaro sul suo sto e in numerosi video, “la classe medica certamente non ha contribuito a diffondere informazioni scientificamente valide sul tema a causa di un misto di incompetenza, disinteresse e malafede. Per questo ancora oggi si sentono spesso opinioni di esperti o pseudotali che sostengono che gli integratori alimentari non servono a nulla, che sono soldi buttati via o addirittura che sono dannosi”.

La verità però è molto diversa.

Intanto un numero immenso di studi dimostra l’utilità preventiva e terapeutica di sostanze nutrizionali e fitoterapici.

Inoltre viene stimato che oltre il 90% delle persone presenti una o più deficienze nutrizionali. Certamente non si tratta di carenze cosi gravi da far insorgere una patologia acuta, come la pellagra, ma di mancanze sufficienti per l’insorgere di malattie o problemi cronici, che distruggono la nostra qualità della vita.

E questo è il primo punto importante quando si parla di integratori: essere sani è qualcosa che va ben oltre il non essere malati.

La buona salute non è semplicemente l’assenza di malattia, bensì buona qualità di vita.

Detto in termini concreti, una buona vita è fatta di un cuore resistente anche a 65 anni, di muscoli tonici e di articolazioni che funzionano, di una mente lucida, di un apparato digerente che ti consente di concederti una fetta di torta o una bella frittura senza che tu stia male il giorno dopo (o la sera stessa).

Non avere malattie non basta.

Se vuoi vivere con energia e serenità, devi avere cura di te con scelte quotidiane sane a tavola, sostenute e rinforzate dall’integrazione alimentare.

“Ma funzionano davvero? Gli studi sembrano dire il contrario…”

è vero: mancano grandi studi randomizzati, come quelli usati per valutare i farmaci. Ma questo tipo di studio è impostato per valutare l’effetto di un farmaco su una singola patologia e si adatta male a comprendere i molteplici effetti dei nutrienti sulla salute. Inoltre questa tipologia di studi non ha una durata sufficiente a valutare gli effetti di sostanze naturali che agiscono con tempistiche molto più lunghe rispetto ai farmaci.

Un farmaco viene costruito e testato per agire nel più breve tempo possibile; un integratore ha un effetto sulla salute che si può vedere solo dopo molto tempo.

Più in generale: farmaci e integratori fanno cose diverse, quindi non ha senso testarli con la medesima metodologia.

Faccio ancora riferimento al dottor Ongaro riportandoti i risultati di un’interessante ricerca su alcuni integratori di base.

La ricerca “The Lewin Group.2006. An evidence-based study of the role of dietary supplements in helping seniors maintain their independence. Prepared for: The Dietary Supplement Education Alliance”, ha messo in evidenza come pochi integratori chiave potrebbero prevenire molte malattie croniche e far risparmiare miliardi di dollari in pochi anni.

Questo studio ha preso in considerazione solo integratori basilari usati per scopi tradizionali:
– Calcio e vitamina D per contrastare l’osteoporosi
– Acido folico per prevenire difetti del tubo neurale
– Omega-3 per ridurre il rischio cardiovascolare
– Luteina e zeaxantina per prevenire la degenerazione maculareI ricercatori sono stati molto selettivi e hanno preso in considerazione solo gli studi che rispettavano i seguenti criteri:
– L’integratore deve produrre un effetto fisiologico misurabile
– L’effetto fisiologico deve corrispondere ad un cambiamento della condizione di salute
– Il cambiamento dello stato di salute deve corrispondere ad una diminuita spesa sanitaria

RISULTATI DELLA RICERCA

Partiamo da calcio e vitamina D in cui lo studio del Lewin Group stima che l’uso di questi 2 integratori potrebbe prevenire oltre 776.000 ospedalizzazioni per frattura dell’anca in 5 anni con un risparmio di 16.1 miliardi di dollari.

Invece l’uso di omega-3 per prevenire aritmie cardiache, ridurre l’infiammazione, abbassare il colesterolo e la pressione, potrebbe prevenire 374.000 ospedalizzazioni riducendo i costi di 3.2 miliardi di dollari in 5 anni.

L’uso di luteina e zeaxantina potrebbe invece aiutare 190.000 persone ad evitare l’assistenza per cecità comportando costi ridotti per 3.6 miliardi di dollari.

Infine 44 milioni di donne negli USA non assumono acido folico durante la gravidanza. Se solo 11.3 milioni di esse assumessero acido folico ci sarebbero 600 neonati in meno con difetti del tubo neurale con un risparmio di 1.4 miliardi di dollari. Se si sommano questi dati si arriva alla conclusione che spendendo qualche soldo in più al giorno, in 5 anni si otterrebbero 24 miliardi di costi sanitari in meno.

Certo sono dati americani ma quelli per l’Europa e l’Italia non si discosterebbero di molto.

Ma la cosa più importante quando si parla di integrazione, rimane l’atteggiamento verso la salute.

Le scoperte nel campo della medicina hanno allungato la prospettiva di vita. Oggi in Italia la vita media è di 80 anni, ma c’è una bella differenza tra l’essere un nonno che gioca allegro con i nipotini, e che tramanda una preziosa memoria storica e familiare, e un anziano che di fatto trascina la sua vita tra pillole e pilloline.

Essere nel primo gruppo non è una botta di fortuna, bensì il risultato inevitabile di quell’insieme di comportamenti che mirano a mantenere lo stato di salute ottimale. Un concetto che nella Medicina Cinese non solo è presente da sempre, ma ne costituisce il cardine fondamentale.
Ed è in questo contesto di mantenimento del benessere che si inseriscono gli integratori alimentari.

Nei prossimi articoli parlerò di come orientarti in quella che è una vera e propria jungla dove trovi tutto e il contrario di tutto.

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Integrazione e sport: un mito da sfatare.

Perché dovresti integrare anche se non pratichi attività agonistica.

Ma tu sei un’atleta! Io vengo in palestra solo per fare un po’ di attività fisica..per rimettermi un po’ in forma..”

Dopo quattro anni di palestra – per me un record assoluto – non ho ancora capito quale sia il nesso tra un allenamento serio e l’essere dei professionisti dello sport.

Premessa importante: io NON sono un’atleta professionista, e non lo sono mai stata. Mi è sempre piaciuto fare sport, ne ho praticati parecchi,  faccio gite più o meno lunghe in bicicletta. Ma non sono una professionista.

Eppure questa è una convinzione che hanno molte in palestra, semplicemente perché uso due integratori: uno durante gli esercizi e uno subito dopo.

Per un motivo che ancora non conosco, c’è questo assioma:

usare integratori = prestazione agonistica.

Forse lo pensi anche a tu. Forse ti sei ritrovata a dire cose come queste

No, a me non serve avere la giusta energia durante gli esercizi.”

“Non mi serve recuperare.”

È normale se mi fanno male i muscoli”

TANTO NON DEVO FARE NESSUNA GARA”

Ci Piace Stare Bene integratori e sport

Ti dico una cosa: nemmeno io devo fare una gara. Ma esattamente come te, quando torno a casa la sera dopo la palestra, ho una casa da sistemare, una cena da preparare, un bucato da stirare.

E moltissime di noi hanno un coniuge da abbracciare, un figlio da ascoltare, una famiglia di cui occuparsi.

Ed è molto più impegnativo di una gara sportiva, non credi?

È vero: non dobbiamo partecipare ad una competizione sportiva.

Ma abbiamo una famiglia, degli amici, delle passioni a cui non possiamo rinunciare perché siamo distrutte dopo la palestra.

E abbiamo preso un impegno con noi stesse: rimetterci in forma, piacerci di più, stare meglio.

Ormai ho perso il conto delle persone che mi dicono: “mi sono iscritta tante volte in palestra, ma dopo un po’ ho smesso di andarci”.

Perché a nessuna piace tornare a casa sempre distrutta,  dolorante, senza vedere i risultati. E allora, dopo tre, quattro, magari cinque settimane, andare in palestra diventa un peso. La fatica ha vinto sull’entusiasmo iniziale, e l’impegno imprevisto, il brutto tempo, diventano ottimi motivi per rimanere a casa.

 C’è una cosa molto importante che ho imparato in tanti anni di sport e che oggi voglio condividere con te.

L’attività fisica è gioia di muoversi, di avere consapevolezza del proprio corpo, di darsi e raggiungere obiettivi fattibili. È divertimento e piacere di volersi bene. 

E non ha nulla a che fare con il dolore e il sacrificio.

Certo, un po’ di stanchezza ci sta, ma se ogni volta che fai esercizio finisci con visioni mistiche e il fiato corto, non è una questione di essere fuori allenamento, né una questione di volontà.

L’unico motivo per cui usciamo distrutte dalla palestra è che siamo senza benzina.

Abbiamo fatto gli esercizi con il serbatoio semi vuoto, praticamente in riserva. Il nostro corpo arranca e funziona male solo per questo motivo.

Pensaci: credi davvero che il professionista che ha preparato la tua scheda di esercizi, non abbia tenuto conto del tuo essere fuori allenamento? O che ti abbia lasciato eseguire una serie di movimenti sbagliati senza correggerti?

No, certo.

Quindi il problema non è l’essere fuori allenamento o poco pratiche di sport (ribadisco: ci sta essere stanche, ma NON essere distrutte).

Il problema è che abbiamo il serbatoio vuoto.

Se saliamo in macchina senza fare benzina, di sicuro non andiamo molto lontano.

E se mettiamo il carburante sbagliato, come minimo distruggiamo la macchina.

E se non facciamo rifornimento durante il viaggio, ci fermiamo a metà strada.

Ecco perché io uso gli integratori: non voglio fermarmi a metà strada, non voglio inceppare il mio motore, e voglio essere costante negli allenamenti.

Ma soprattutto, voglio sentirmi bene anche dopo l’attività fisica, che non deve compromettere le altre attività della mia giornata.

Se anche tu vuoi fare movimento per ottenere e mantenere i risultati, senza uscirne distrutta e dolorante iscriviti al BLOG!

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